Il Comune chiede 6 milioni in prestito «Un atto di prassi»
L’assessore al bilancio Fortini: non c’è niente di anormale Il consigliere Mattarelli: «Si risponda sullo stato di liquidità»
CENTO. «La richiesta di anticipazione di cassa al Tesoriere “Cassa di Risparmio di Cento Spa” per 6milioni 543mila 983 euro non è altro che un atto di prassi, che normalmente viene fatto dai Comuni, una clausola di salvaguardia prevista per legge». È l’assessore al Bilancio Matteo Fortini che a stretto giro di posta, risponde all’interrogazione presentata ieri dal consigliere di Libertà per Cento Marco Mattarelli. Sotto la lente d’ingrandimento, lo stato di liquidità di cassa del Comune di Cento.
In merito l’assessore Fortini rassicura: «Anche l’anno scorso, il Comune di Cento ha proceduto in tal senso, pur nel secondo semestre, senza un successivo utilizzo effettivo». Nell’interrogazione, il consigliere Mattarelli spiega che la cifra di 6milioni 544mila euro, «deriva da un calcolo che fa riferimento al Rendiconto 2015, in particolare a primi tre Titoli accertati: “Entrate tributarie” pari a 16milioni 718mila 417 euro, “Entrate da trasferimenti correnti” pari a 3milioni 985mila 573 euro, ed Entrate extra-tributarie pari a 5milioni 471mila 941euro, per un totale di 26milioni 175mila 932 euro».
I 6 milioni 543mila 983 euro sarebbero quindi esattamente i tre dodicesimi delle entrate accertate ai tre Titoli. «La giunta quindi - fa notare il consigliere di Libertà per Cento - ha ritenuto opportuno avvalersi della facoltà, prevista dalla legge, di utilizzare in termini di cassa le entrate aventi specifica destinazione per il finanziamento di spese correnti, anche se provenienti dall’assunzione di mutui con istituti diversi dalla Cassa Depositi e Prestiti per importo non superiore all’anticipazione di tesoreria disponibile».
Immediata replica dell’assessore Fortini in merito alla delibera di giunta: «Si tratta soltanto di un’autorizzazione ad effettuare anticipazioni di tesoreria, il ché non comporta automaticamente che se ne attiverà l’uso».
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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