Il tetto sta per cedere Evacuate due abitazioni
Portomaggiore, famiglie in albergo dopo il sopralluogo dei tecnici dell’Acer Il sindaco Minarelli ha emesso un’ordinanza urgente per lo sgombero dei locali
PORTOMAGGIORE. Due famiglie sono state costrette a lasciare le loro case in via Vittorio Veneto 8 a Portomaggiore perché considerate non sicure. Gli appartamenti di proprietà dell’Acer, dopo un controllo da parte dei tecnici dell’azienda stessa, sono stati dichiarati inagibili e il sindaco Nicola Minarelli ha emesso ordinanza contingibile e urgente con disposizione immediata di interdizione e sgombero dei locali.
«Le famiglie sono state momentaneamente sistemate in un albergo - spiega il primo cittadino -. Non a spese dell’amministrazione comunale bensì dell’Acer. Il problema è stato segnalato all’amministrazione dai tecnici e i nostri uffici hanno provveduto a mettere in atto tutte le pratiche del caso. Si tratta di due famiglie al momento sistemate in albergo, con la speranza che possano tornare presto a casa». Lo stabile è quello di via Vittorio Veneto 8 e a quanto pare sono stati gli stessi residenti, dopo un temporale, a chiedere delle verifiche. La relazione strutturale è stata fatta dall’ingegner Marcello Massarenti, tecnico incaricato da Acer Ferrara, con la quale ha comunicato che l’immobile di proprietà del Comune di Portomaggiore e gestito da Acer presenta importanti lesioni ad elementi strutturali e precisamente è stato rilevato un cedimento del solaio di falda posto a est, tanto che sono evidenti infiltrazioni d’acqua piovana in più punti del tetto stesso e dal camino in muratura sul lato del cortile interno. Entrambi i muri di spina del vano scala presentano lesioni verticali ad una distanza variabile dai 5 ai 30 centimetri dal muro esterno del vano stesso ed è evidente un “cinematismo di rotazione” verso l’esterno. Sempre nella relazione si legge che “il tetto potrebbe collassare in quanto le infiltrazioni d’acqua hanno impregnato la struttura e diminuito la capacità portante: esiste quindi un reale pericolo di caduta di calcinacci verso il cortile interno”.
Preso atto dello steso dell’immobile, vengono indicati come provvedimenti indispensabili la demolizione totale delle falde del tetto e realizzazione di un nuovo solaio di falda anche in legno. L’immobile è composto di due unità abitative, per motivi di sicurezza i residenti sono stati allontanati e la casa non può essere né utilizzata né abitata.
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