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prime frizioni per le primarie del Pd

Maisto-Marattin, lite sui social Crolla il mito dei 3 moschettieri

di Gian Pietro Zerbini
Maisto-Marattin, lite sui social Crolla il mito dei 3 moschettieri

Tutti per uno? Ma nemmeno uno per tutti. I baldi moschettieri del Pd ferrarese a quanto pare sembrano ai ferri corti. Le liti e i dissapori a livello nazionale del partito, con il pericolo incombente...

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Tutti per uno? Ma nemmeno uno per tutti. I baldi moschettieri del Pd ferrarese a quanto pare sembrano ai ferri corti. Le liti e i dissapori a livello nazionale del partito, con il pericolo incombente di scissioni e fughe sull’Aventino, stanno surriscaldando anche il clima ferrarese, nonostante a livello locale di scissionisti, nei ruoli cardine, non se ne vede nemmeno l’ombra.

Le lame affilate che una volta erano tutte rivolte verso un unico obiettivo, al servizio del “Re” Tiziano XIII, a protezione dalle possibili incursioni di “Milady” Morghen e dell’opposizione in generale, sembrano ora incrociarsi, quasi sfidarsi. La tensione è palpabile, qualcosa nell’alchimia che aveva elevato questo terzetto a simbolo della meglio gioventù del Pd ferrarese, proveniente da esperienza e vissuti diversi, sembra si sia spezzato. A qualcuno salta più facilmente la mosca al naso e il resto lo fanno i soliti social, diventati pericolosa arena mediatica.

Vecchie ruggini e dissapori con lo scossone nel Pd nazionale possono essere venuti alla luce con ripercussioni inevitabili anche nell’orto ferrarese. Sembrano quindi molto lontani i tempi in cui i tre moschettieri: Massimo “Portos” Maisto, Luigi “Athos” Marattin e Aldo “Aramis” Modonesi da invincibili spadaccini erano uniti in prima linea con il loro carisma, senza essere candidati, per portare alla vittoria il Pd con una maggioranza blindata nel 2014.

Per la verità, il più ascetico dei tre, “Aramis” Modonesi, si guarda bene al momento da duellare e cadere in provocazioni, su un argomento talmente scivoloso in cui uno può correre solo il rischio di farsi male. Così rimane alla finestra nel vedere gli altri due compari incrociarsi di fioretto.

Dopo le accuse non tanto velate sull’asse Roma-Ferrara, soprattutto sui temi legati al risparmio tradito, l’ultimo litigio su Facebook, dell’altra sera, denota il clima che si sta surriscaldando anche in previsione della prossima sfida delle primarie.

Non è un mistero che Marattin sia il più renziano tra i renziani, dalla prima ora. Non è un mistero d’altronde che Maisto, non sia mai stato un renziano e che in vista della prossime primarie voterà senza alcun dubbio per Orlando e non solo per omaggio ai successi della mostra sull’Ariosto ai Diamanti a lui così tanto cara.

È bastato un post entusiasta di Marattin con una citazione di Renzi, di quelli solenni che solitamente riserva solo all’ex premier o alla Juve, per innescare una risposta pungente di Maisto, nella quale invocava più sobrietà, che è suonata come una sfida. Il consulente economico di palazzo Chigi ha replica allora con un fendente dei suoi, rimproverando al vicesindaco di mettersi solo ora a criticare Renzi. Al che Maisto ha ribattuto sempre con tono di sfida, dicendo che non ce l’aveva con l’ex premier ma proprio con Marattin in persona. Morale, senza dilungarci troppo, anche se i toni dopo si sono smorzati, è partito il derby, la sfida delle primarie e certi freni inibitori sono saltati. In gioco ci sono gli equilibri non tanto a livello nazionale, ma anche in quello locale. E mentre Aldo al momento lavora sottotraccia, Massimo e Luigi inevitabilmente stanno per uscire allo scoperto, con strionfate a bastoni. Anche se i carichi di briscola, devono ancora scendere, la sfida all’interno del Pd ferrarese è in pratica già iniziata.

Il patto di ferro fra i tre moschiettieri, che aveva un po’ vacillato con la partenza per Roma di Marattin, ora in pratica si può considerare esaurito. È la politica, bellezza. Tutti per uno, uno per tutti.

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