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Pescatori, atti vandalici contro i bidoni dei rifiuti

Pescatori, atti vandalici contro i bidoni dei rifiuti

Gli episodi nel Parco del Delta lungo la strada di accesso all’impianto idrovoro Prima la festa poi hanno abbandonato lattine, bottiglie di vetro e i resti del cibo

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ARGENTA. Pescatori di frodo e anche pescatori vandali: una guerra infinita. Da una parte ci sono le forze dell’ordine con in testa la polizia provinciale e dall’altra loro, i barbari, perlopiù persone dell’Est Europa che, oltre al bracconaggio ittico vero e proprio, non hanno il minimo rispetto dell’ambiente e tantomeno della raccolta differenziata. L’ultimo episodio di puro vandalismo, tra l’altro commesso all’interno della stazione del Parco del Delta del Po, è di ieri; durante la domenica, una giornata di sole tramutata per 25 persone in una battuta di pesca, la strada d’accesso all’impianto idrovoro Saiarino, sede anche del “cuore” della Bonifica Renana i balordi si sono accaniti contro i bidoni dei rifiuti: dapprima li hanno divelti dal suolo staccando gli appositi sostegni in ferro poi, hanno rovesciato il tutto sulla strada abbandonando numerose bottiglie e lattine di birra oltre ai resti delle cibarie. «Nella mattinata di domenica - racconta uno dei responsabili della Bonifica Renana, che ha avvisato la polizia municipale dell’Unione Valli e Delizie affinché effettuasse un sopralluogo -, ho contato 25 pescatori con le canne più tutti i familiari. Hanno acceso il barbecue, hanno fatto tutto quello che gli pareva. In serata, verso le 19 ne erano presenti una decina poi, da informazioni avute, verso le 23 ce n’erano ancora ma ben pochi. Questa mattina (ieri, ndr) abbiamo trovato questo vandalismo che non è accettabile, fra l’altro è successo nella strada d’accesso al museo. Se questa mattina avessimo avuto un pullman di visitatori, che immagine avremmo dato? Noi facciamo il possibile per tenere pulito, rasare l’erba, rimuovere il contenuto dei bidoni che poi Soelia viene a ritirare. Chi pulirà questo vandalismo? Lo faremo noi - conclude -, non possiamo permetterci di lasciare l’ingresso del Museo della Bonifica così e poi rimetteremo i sostegni dei bidoni allo stesso modo di come erano prima dell’atto vandalico».

Altra situazione del tutto analoga, si sta verificando da anni in via Beccara Vecchia, sull’argine tra il canale della Botte e il Lorgana. I pescatori - e non possono essere argentani o italiani in quanto, a gennaio e febbraio, canne e ami sono attaccati al chiodo -, dopo aver trascorso una lecita giornata di pesca, abbandonano ogni genere di rifiuto direttamente sulla piazzola di pesca. Un fenomeno che alcuni argentani rispettosi dell’ambiente, hanno denunciato postando il proprio disappunto sui social network.

Giorgio Carnaroli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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