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Protesta dei pescatori a Roma, petardi e fumogeni: due denunce

I fumogeni davanti a Montecitorio durante la protesta dei pescatori
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I fumogeni davanti a Montecitorio durante la protesta dei pescatori

Manifestazione davanti a Montecitorio per le sanzioni penali relative allo sbarco e messa in commercio del pescato sotto-taglia minima

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Salgono a quattro le persone che saranno denunciate all'autorità giudiziaria per il lancio di petardi in luogo pubblico alla manifestazione dei pescatori di oggi (28 febbraio) a Roma. Continuano infatti gli scontri piazza Montecitorio: «Le intemperanze da parte dei manifestanti appartenenti a "Marinerie d'Italia e d'Europa" con lancio di petardi e di razzi di segnalazione all'indirizzo delle forze dell'ordine. Tra i manifestanti, a causa degli scoppi, si registrano due feriti»,  fa sapere in una nota la questura di Roma. «Sono quattro le persone al momento identificate e che saranno deferite all'Autorità Giudiziaria per lo scoppio dei petardi in luogo pubblico. Le forze dell'ordine si preparano a sgomberare la piazza, qualora i promotori non siano in grado di riassumere il controllo dei manifestanti».

«Basta bombe carta e fumogeni». È l'appello lanciato da uno dei leader della protesta dei pescatori in piazza Montecitorio, durante la quale si sono registrati alcuni momenti di tensione con il lancio di bombe carta e razzi segnalatori. «Alcuni rappresentanti sono andati in Questura per chiedere l'autorizzazione a manifestare anche domani - spiega uno dei delegati dal megafono -. Ci ritroveremo dalle 8 alle 20 al ministero. Chiediamo un incontro con il ministro o da qui non ce ne andremo». I manifestanti per il momento restano in piazza, dove resteranno fino alle 20, come annunciano i delegati.

Convocati in Questura gli organizzatori del sit in dell'associazione marineria d'Italia e d'Europa sono stati «per intimare loro di far cessare comportamenti violenti o illegali». Con l'avvertenza che, «in caso sarà necessario procedere con lo scioglimento della manifestazione» sottolinea la Questura in una nota.

All'origine della protesta nazionale, a cui ha preso parte anche una rappresentanza di pescatori comacchiesi,  i timori delle sanzioni che nascono dall’applicazione dell’art.39 della recente Legge sulla Pesca, la 154/2016, in particolare per quanto riguarda le penali relative allo sbarco e messa in commercio del pescato sotto-taglia minima. Da qui la protesta di questa mattina, 28 febbraio,  che ha visto il lancio di una decina di bombe carta davanti la Camera dei deputati.

Per Coldiretti Impresapesca, «è in atto, a livello del tavolo istituzionali avviato con la Direzione Generale della pesca e acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole dove i lavori, un lavoro di revisione in fase avanzata di elaborazione e dove ci auspichiamo che a breve vengano accolte le richieste relative ai correttivi». Si tratta - spiega Coldiretti Impresapesca - di un punto critico del disposto normativo, con i piccoli quantitativi che possono diventare, con l’accumularsi dei conferimenti ed acquisti, quantità rilevamenti ed aggravare di conseguenza le sanzioni, tanto da spingere la Grande Distribuzione Organizzata ad acquisti fuori dalle produzioni locali. Sono dunque attesi correttivi di tipo interpretativo e serve - continuano i pescatori- «un impegno del Parlamento per procedere ad una revisione della norma. Una necessità per non compromettere il valore del provvedimento che nel suo complesso per certi versi viene incontro alle richieste manifestate dalle marinerie italiane in particolare per quanto riguarda l’aumento delle sanzioni nei confronti della pesca di frodo messa in atto da pescatori non professionali. Apprezzabile è stato anche lo sforzo per reprimere le violazioni in materia di etichettatura dei prodotti ittici previsto nella norma».

«Ci impongono reti dalle maglie troppo strette, in questo modo non portiamo a casa niente», lamentano i pescatori che puntano il dito anche contro l'eccessivo controllo a cui sono sottoposti. In caso di violazioni accertate, spiegano, partono verbali da migliaia di euro e la sospensione dell'attività per mesi e mesi.

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