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Ascensore rotto alla stazione Il viaggio è un incubo 

Ascensore rotto alla stazione Il viaggio è un incubo 

La seconda B delle medie era andata a Bologna in treno Compagni e professori hanno sollevato una disabile di peso

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ARGENTA. Chi crea problemi a Martina è come l’avesse fatto a tutti gli argentani. Basta pensare a quello che, in tutti questi anni, hanno fatto gli argentani per questa bimba, fin dalla nascita. Oltre infatti alle più disparate dimostrazione di affetto e solidarietà, c’è persino una compagnia teatrale “I genitori in scena” che ha realizzato uno spettacolo per raccogliere fondi per le terapie. E lo sanno bene i suoi compagni della seconda B della scuola media di Argenta che, indignati per quanto è capitato alla stazione ferroviaria Zanolini di Bologna, hanno deciso di scrivere al nostro giornale per esprimere tutto il loro disappunto per l’inconveniente provocato da un ascensore inservibile e senza un’alternativa. Lunedì scorso, durante la manifestazione al bocciodromo di Argenta, un’insegnante ha anticipato che dalla scuola avrebbero inviato a l giornale una lettera se non dopo averla inviata all’ente ferroviario competente sulla tratta Portomaggiore-Bologna. Così è stato.
«Siamo la II B della scuola media di Argenta - si legge nella lettera aperta dei ragazzi -, ci sentiamo obbligati a raccontarvi di un disagio subito il 31 gennaio scorso alla stazione ferroviaria sotterranea Zanolini di Bologna. Siamo andati nel capoluogo felsineo per visitare un museo e per raggiungerla abbiamo utilizzato il treno. Durante il viaggio non ci sono stati inconvenienti. Il problema si è presentato una volta arrivati in stazione: l’ascensore non era agibile. Adesso penserete: ‘I soliti ragazzini bambocci?’. Se fossimo in condizioni normali avremmo tranquillamente usato le scale. Ma la storia è diversa: una nostra compagna (Martina, ndr) per muoversi, utilizza la carrozzina. Il disagio non è stato solo suo, ma anche dei compagni e dei professori, che l’hanno dovuta tirare su di peso per poter affrontare la salita». I giovani, oltre a scrivere, con il cellulare hanno immortalato il problema commentando: «Questa è la condizione dell’ascensore. Non siete sconcertati anche voi da una situazione del genere? - domandano -. Non siamo forse un paese civile e moderno e che dà a tutti uguali diritti? Abbiamo deciso di scrivervi perché non abbiamo molti mezzi per ribellarci a questa situazione, ma abbiamo tre armi potentissime: un foglio, una penna e la voglia di combattere. Noi speriamo che, leggendo questa lettera, ci aiuterete a uguagliare i diritti di tutti. La II B della scuola media di Argenta ».
Giorgio Carnaroli

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