La Nuova Ferrara

Ferrara

Bper-Carife, l’affare è questione di giorni 

Bper-Carife, l’affare è questione di giorni 

Ieri il Cda sul bilancio 2016 ma il via libera per l’operazione è già in essere Disinnescato il rischio di una maxi-penale per l’addio ai servizi di Cedacri

3 MINUTI DI LETTURA





Non è venuta fuori una sola parola sulla trattativa per l’acquisizione della Cassa di Risparmio di Ferrara, dal Consiglio di amministrazione Bper di ieri, ma non si tratta di un segnale negativo. La presentazione dell’offerta vincolante da parte della banca modenese, infatti, viene data ormai avviata in maniera definitiva, e potrebbe non avere nemmeno l’esigenza di un visto da parte del Consiglio d’amministrazione. In questo caso verrebbero rispettate in pieno le indiscrezioni di inizio mese, che fissavano questo passaggio fondamentale tra fine mese e i primi giorni di marzo, e le stesse attese coltivate nel tavolo sindacati-Carife della scorsa settimana. L’attesa del prossimo Cda modenese, in effetti, farebbe scivolare il via libera al prossimo 7 marzo. I contenuti dell’offerta, al di là del prezzo pagato che sarà lo stesso di Ubi per le good bank cioè 1 euro simbolico, sono legati alla conclusione delle trattative tuttora in essere con il fondo Atlante e con il Fondo di risoluzione di Bankitalia, rispettivamente per la vendita di un’ulteriore quota di crediti deteriorati e l’immissione di capitale fresco. Gli ordini di grandezza su cui si discute da tempo sono 400 milioni di Npl da cedere e 150 milioni di euro di ricapitalizzazione, è anche possibile che la proposta di Bper tenga in sospeso la propria quota di ricapitalizzazione in attesa delle definizione di queste cifre. È certo che all’assemblea dei soci dell’8 aprile, l’amministratore delegato Alessandro Vandelli sarà in grado di annunciare i dettagli dell’operazione, anche se per la chiusura sarà necessario attendere almeno altri tre mesi, che servono per ottenere tutte le autorizzazioni anche da parte dell’Europa.
Ieri, al proposito, il Cda della Popolare modenese ha varato ufficialmente il bilancio 2016, i cui numeri erano stati comunicati già il 9 febbraio. L’utile di esercizio è confermato a quota 18.698.675.54 euro, in calo netto rispetto ai 161,6 milioni euro del 2015, a causa dei contributi straordinari per i salvataggi delle banche tre le quali proprio Carife, il patrimonio netto è in calo dell’1,54% mentre sono in crescita sia la raccolta diretta (+0,20 a quota 34,8 miliardi di euro) che gli impieghi (+4,70% 35,4 miliardi); in calo le rettifiche nette sui crediti (-7,56%). Confermato il dividendo di 6 cent per azione.
In ottica fusione con Carife, è sostanzialmente disinnescata la mina-Cedacri, che aveva agitato la nascente trattativa con Bpvi, due anni fa. I servizi informatici di Bper, che ormai sono il cuore di qualsiasi banca, sono infatti gestiti in autonomia dalla banca modenese, e in prospettiva anche Carife dovrà trasmigrare su questa piattaforma, abbandonando la società parmense della quale è stata tra le fondatrici. La Cassa ferrarese detiene, tra l’altro, una quota vicina all’8% di Cedacri, che in vista del trasloco andrà ceduta. I tempi della vendita sono però oggetto di diplomazie sotterranee che coinvolgono, in qualche maniera, anche la Fondazione, dalla quale la spa aveva a suo tempo ereditato questa partecipazione. Cedacri è a sua volta in fase di valorizzazione (si parla del Consorzio servizi bancari di Bologna o addirittura di grandi gruppi internazionali) e la speranza ferrarese è che una vendita posticipata della partecipazione, con conseguente over-valutazione, possa indurre Bper ad un riconoscimento a vantaggio della Fondazione. Anche in caso di fusione rapida tra le due banche, ad ogni modo, il trasloco sulla nuova piattaforma informatica difficilmente potrà avvenire prima della primavera 2018. Scema così il rischio per Bper di dover pagare una penale plurimilionaria a Cedacri, perché il contratto con Carife scade nel 2018. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google