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Dubbi sul progetto  per la nuova strada a Corporeno

CORPORENO. «Io prima di pensare alla creazione di nuove strade suggerirei di sistemare quelle che già esistenti che, purtroppo, versano in condizioni spesso drammatiche. Ma questo è un mio...

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CORPORENO. «Io prima di pensare alla creazione di nuove strade suggerirei di sistemare quelle che già esistenti che, purtroppo, versano in condizioni spesso drammatiche. Ma questo è un mio personalissimo parere». A dirlo è Renato Manferdini, agricoltore e proprietario del terreno su cui dovrebbe essere costruita la nuova strada che collegherebbe via Pedagna e via di Mezzo a Corporeno; un’infrastruttura che permetterebbe al traffico di scorrere in maniera più fluida. Della strada se ne parla da circa quattro anni, da quando è stato costruito il nuovo plesso scolastico dopo che quello già esistente era stato irrimediabilmente danneggiato dal terremoto del 2012. «La strada non passerebbe solo sul mio terreno – prosegue Manferdini – ma anche su quello di altri proprietari. La differenza però qual è? È che da me taglierebbe proprio a metà l’appezzamento, rendendolo inutilizzabile, mentre dagli altri il passaggio inciderebbe molto poco. Io non sono contrario a tutti i costi a questo progetto, se lo si deve fare per migliorare le condizioni di viabilità della zona allora che lo si faccia però, cerchiamo almeno di limitare i danni». Per l’agricoltore non è una questione di soldi «anche perché di soldi il Comune ha detto che non ne ha», è più che altro un fatto di principio. «Mio padre – prosegue – acquistò questa terra cinquant’anni fa quando io ero bambino, e non senza sacrifici. Quindi lavorare bene e avere cura di questo terreno è, prima di tutto, una questione di rispetto nei suoi confronti». Dopo anni di incertezze però sembra che si sia arrivati a una decisione e i lavori per la realizzazione della strada potrebbero partire già durante l’estate. «In questi giorni - chiude Manferdini -io e mio fratello incontreremo il sindaco e ascolteremo ciò che avrà da dirci».
Samuele Govoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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