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«In quella casa da mesi crepe e problemi al tetto» 

di Samuele Govoni
«In quella casa da mesi crepe e problemi al tetto» 

Portomaggiore, un’inquilina dell’edificio sgomberato in via Vittorio Veneto  aveva segnalato più volte i problemi. «Forse credevano che esagerassi»

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PORTOMAGGIORE. «Io e mio marito abbiamo ricevuto le chiavi dell’abitazione situata in via Vittorio Veneto a Portomaggiore circa sette mesi fa. Fin da subito però ho notato che la struttura aveva non pochi problemi; l’ho fatto presente più di una volta ma c’è voluto parecchio tempo prima che gli organi competenti intervenissero. Ora ci troviamo fuori casa ma mi auguro che la situazioni cambi al più presto; sono tre settimane che dormiamo in albergo».
Barbara Coratti Rzepniewska vive a Portomaggiore da 17 anni e con suo marito è una delle tre persone che fino al 7 febbraio abitavano all’interno dell’edificio di via Vittorio Veneto 8. Loro non sono le sole a trovarsi attualmente fuori casa. Anche la casa di fronte è stata sgomberata per “inagibilità statica dell’immobile”, come recita l’ordinanza emanata dall’amministrazione comunale. «Loro sono andati via anche prima di noi. Siamo tutti qui in albergo che aspettiamo che la situazione si sblocchi. Quello che mi piacerebbe sapere - prosegue la Coratti Rzepniewska - è: se la casa era già in condizioni precarie prima, perché ci hanno consegnato comunque le chiavi? Noi siamo entrati a luglio 2016, sono passati pochi mesi, mesi in cui non è successo nulla che potesse compromettere ulteriormente lo stato dell’immobile».
L’inquilina, ormai ex, parla di crepe nei muri, infiltrazioni, umidità, tetto danneggiato e altri problemi. Dichiarazioni che trovano conferma nell’ordinanza emanata nelle scorse settimane in cui si legge di “cedimento del solaio, evidenti infiltrazioni d’acqua pipiovana in più punti del tetto stesso e dal camino in muratura. Entrambi i muri di spina del vano scala presentano lesioni verticali. Il tetto potrebbe collassare in quanto le infiltrazioni d’acqua hanno impregnato la struttura e diminuito la capacità portante”, infine viene esplicitamente scritto che “nelle condizioni in cui si trova l’immobile per motivi di sicurezza e tutela della pubblica incolumità, non può essere né utilizzato né abitato”.
«Tutto vero. Questi dati messi nero su bianco dall’amministrazione comunale e dai tecnici, io li avevo già riferiti all’Acer che però, evidentemente, non aveva dato peso alle mie parole. Alla fine, grazie al Comune di Portomaggiore sono però riuscita a farmi ascoltare e i tecnici, dopo aver visto le condizioni dell’immobile, ci hanno fatto evacuare immediatamente. Abbiamo avuto quattro ore per portare via il possibile dai nostri appartamenti. Al momento noi - chiude Coratti Rzepniewska - non possiamo nemmeno mettere piede in quella casa che fino a poche settimane fa sembrava non avesse nessun problema grave».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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