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un progetto illustrato alla fondazione Navarra 

La prevenzione all’inquinamento dei nitrati

La prevenzione all’inquinamento dei nitrati

Prende forma anche nella nostra provincia il progetto “Tecniche agronomiche per la prevenzione dell’inquinamento da nitrati e la conservazione della sostanza organica” attraverso l'attività del...

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Prende forma anche nella nostra provincia il progetto “Tecniche agronomiche per la prevenzione dell’inquinamento da nitrati e la conservazione della sostanza organica” attraverso l'attività del Gruppo Operativo Nitrati di Ferrara.
Si tratta di una iniziativa finanziata dalla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale 2014-2020, Misura 16 ed avrà una durata di tre anni. Il Gruppo Operativo promotore del progetto è costituito da istituzioni, enti e aziende la cui missione principale è l’innovazione e la divulgazione in agricoltura.
«Capofila del progetto è la Fondazione per l'Agricoltura Fratelli Navarra - come spiega lo stesso presidente Luigi Fenati - che partecipa anche come azienda agricola, assieme all’azienda agricola Sarto Graziano , alla Fondazione CRPA Studi e Ricerche, all’Università di Ferrara e alle società e cooperative Areté, I.TER e Horta».
«Si tratta infatti - spiegano i responsabili del progetto - di una serie di azioni agronomiche finalizzate a ripristinare e incrementare la sostanza organica per la prevenzione delle perdite di nitrati nelle acque superficiali e di falda. Infatti, l’aumento di sostanza organica, come noto, corrisponde all’aumento delle ritenzione idrica dei suoli e quindi previene il dilavamento dei terreni, soprattutto in occasione di eventi meteorici estremi. Favorisce inoltre condizioni ottimali per un processo batterico naturale, la “denitrificazione”, che determina la rimozione dei nitrati in eccesso prima del loro trasferimento alla falda o alle acque superficiali».
Nel corso del progetto si procederà contestualmente alla valutazione di ulteriori ricadute positive attese, come la stabilizzazione della struttura del suolo, l’incremento della portanza dei terreni e la riduzione del compattamento dovuto a piogge battenti l’incremento della ritenzione idrica nella stagione vegetativa e del relativo risparmio di acqua, energia e manodopera negli interventi irrigui, l’incremento della biodiversitàà e dell’attività metabolica del suolo, con effetti positivi come l’aumento dalle fertilità del suolo. «I risultati ottenuti nel corso del progetto - sottolineano Giuseppe Castaldelli di Unife e Mauro Bruni di Areté - saranno elaborati per favorirne la trasferibilità alle imprese. In particolare, sarà effettuata la valutazione della sostenibilità economica ed ambientale delle pratiche innovative proposte, a confronto con quelle tradizionali»A. Oltre ai già citati Castaldelli e Bruni sono intervenuti Paolo Mantovi di CRPA e Carla Scotti di I.TER.
Lauro Casoni

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