Ricette del consorzio agrario per migliorare la produzione
Per il 2017 il miglior antidoto possibile per mitigare gli effetti di un mercato come quello dei cereali che sente pesantemente le diverse influenze di oscillazioni variabili che arrivano da scenari...
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Per il 2017 il miglior antidoto possibile per mitigare gli effetti di un mercato come quello dei cereali che sente pesantemente le diverse influenze di oscillazioni variabili che arrivano da scenari internazionali e che rendono altalenanti i prezzi sulle varie borse nei diversi paesi è senz’altro quello di mantenere alta la qualità delle produzioni. È stato questo il monito primario uscito dall’incontro organizzato dal Consorzio Agrario dell’Emilia a Ostellato di Ferrara nella sala convegni del ristorante 800 da Daio. Uno dei numerosi e molto frequentati incontri che il Consorzio sta periodicamente mettendo in piedi per sostenere soci e imprese del territorio con consigli utili per il loro lavoro quotidiano. Anche questa volta l’incontro si è tenuto davanti ad un folto pubblico - di oltre 150 imprenditori agricoli - arrivati per comprendere meglio le dinamiche che regolano un comparto che ha vissuto negli ultimi anni non poche criticità dovute a prezzi troppo bassi della materia prima ed eccessi di produzione. Un tema di strettissima attualità che riguarda da vicino le aziende agroalimentari ferraresi e l’economia del territorio: “Frumento, come aumentare il reddito”, argomenti su cui si sono alternati al microfono diversi relatori, tutti esperti conoscitori del settore, che hanno cercato di focalizzare l’attenzione dei presenti su quelli che - in questo periodo storico - rappresentano i punti fermi delle campagne cerealicole dai quali partire in un generale contesto di crisi settoriale. E quindi, quale potrebbe essere oggigiorno la ricetta in grado di migliorare le performances agricole dei produttori locali? «L’importante – ha commentato il presidente del Consorzio Agrario dell’Emilia Gabriele Cristofori – è trovare un equilibrio di mercato e oggi, in quest’ottica, è fondamentale poter contare su un prodotto finale di ottima qualità per strappare condizioni vantaggiose per il singolo produttore, ma in un’ottica corale collettiva in cui il CAE diventa protagonista di negoziazione».
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