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Si va in ordine sparso verso il congresso Pd 

Si va in ordine sparso verso il congresso Pd 

Le posizioni dei consiglieri comunali in vista della prossime primarie Tra i già sicuri per votare Orlando o Renzi ci sono ancora molti indecisi

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Il 30 aprile ci saranno le primarie per eleggere il segretario nazionale del Pd. Anche a livello ferrarese si comincia a respirare aria di voto con i politici e gli amministratori del partito che stanno già valutando la scelta da compiere. Anche se non sono ancora state ufficializzate tutte le candidature si può già notare come all’interno del partito democratico prendano corpo posizioni diverse.
Pur con la necessaria pretattica, la prossima scadenza congressuale segna un punto molto importante per il futuro del Pd, alla luce anche degli ultimi scossoni a livello nazionale.
Un buon termometro, per verificare la situazione a livello locale, è dato dai rappresentanti del Pd che siedono in consiglio comunale. Sono 17, compreso il capogruppo e segretario provinciale del partito, Luigi Vitellio, che per questioni di opportunità al momento preferisce non fare dichiarazioni di voto anche se ha promesso che condurrà nei tempi opportuni la propria campagna congressuale «in maniera coerente - annuncia - con quanto è stato fatto nel corso di questi due anni».
È bene ricordare che a Ferrara nessun consigliere ha sbattuto la porta ed è uscito dal Pd, e non c’è stato alcun vento scissionista
Tra i consiglieri, nessuno si è espresso per Emiliano, non sappiamo fino a che punto sul governatore della Puglia pesi il fatto di aver mandato rifiuti la scorsa estete a Ferrara, ma non c’è stato nessun endorsement per lui.
Sta riscuotendo interesse invece la posizione di Andrea Orlando, che raccoglie consensi soprattutto da quelli che hanno giudicato l’operato di Renzi non positivamente, non tanto come premier, ma come segretario nazionale. Per Orlando si schiera l’ala più a sinistra dei consiglieri: da Ilaria Baraldi a Pietro Turri, dal presidente del consiglio comunale Corrado Calò a Fausto Facchini. Orientato per Orlando ci sono anche Silvia Fedeli e, forse un po’ a sorpresa, Mauro Vignolo.
Altrettanto convincenti le adesioni per la candidatura di Matteo Renzi sono invece arrivate da Patrizia Bianchini, Vito Guzzinati, Bianca Maria Vittelletti e Alessandro Talmelli. Una scelta motivata da una fatto di coerenza verso il modo di far politica dell’ex premier e del segretario nazionale uscente.
Tra i consiglieri comunque ci sono ancora tanti indecisi. Il punto interrogativo sul nome e volto del nuovo leader nazionale del partito viene posto perché prima si vuole conoscere i programmi e anche ascoltare la base elettorale. Il nodo da sciogliere vede quindi i consiglieri Davide Bertolasi, Cristina Corazzari, Tommaso Cristofori, Dario Maresca, Elisabetta Soriani e Ruggero Tosi. Si va quindi in ordine sparso verso il congresso. Entro il 6 marzo devono essere presentate le candidature. I circoli poi dovranno scegliere i tre candidati che si sfideranno alle primarie del 30 aprile prossimo. Ricordiamo che per essere eletti occorrerà che un candidati superi il 50% + 1 del totale dei voti arrivati. Se nessuno dei tre candidati riesce a superare la soglia della maggioranza assoluta, toccherà poi all’assemblea scegliere la domenica successiva il nuovo segretario. (g.p.z.)

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