Stop al bracconaggio La Regione approva una legge più severa
Inasprite le sanzioni e sequestro di pescato, veicoli e natanti Divieto di pesca notturna per chi è sprovvisto di licenza
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BOLOGNA. È la lotta al bracconaggio ittico nelle acque interne il punto focale della nuova legge regionale approvata ieri in assemblea legislativa con il voto favorevole di Pd, Si, Lega Nord, FdI-An e l’astensione di M5S. La legge va a semplificare e alleggerire le norme in materia di tutela della fauna ittica ed esercizio della pesca nelle acque interne, il cui processo di razionalizzazione era già iniziato con l’approvazione della legge regionale 13/2015 sul riordino istituzionale.
Al centro della nuova legge, che va ad integrare quella di riferimento del settore, ovvero la n. 11/2012, c’è il contrasto al bracconaggio ittico, un fenomeno dilagante lungo l’asse del Po e che nel Ferrarese sta assumendo dimensioni sempre più pericolose. Considerato che si tratta di gruppi spesso organizzati e particolarmente aggressivi, ora risultano notevolmente inasprite le sanzioni, sia dal punto di vista pecuniario, sia prevedendo la confisca e il sequestro del pescato, dei natanti e anche dei veicoli utilizzati per trasportare il pesce ottenuto abusivamente, fino al sequestro della licenza di pesca. Modificati e resi ancora più stringenti anche alcuni divieti, a partire da quello di gettare e salpare reti e trasportare pesce dal tramonto all’alba.
Alla legge seguiranno in tempi stretti un regolamento di attuazione a cura della giunta regionale e la redazione del Piano ittico regionale, oltre ad altri più specifici come il Piano di gestione dell’anguilla, di notevole interesse per Comacchio.
A presentare la legge Giorgio Pruccoli del Pd: «Ottimo risultato, c’era necessità di snellire l’iter burocratico per deradicare questo fenomeno molto sentito, che crea problemi economici ed ambientali, oltre ad essere illegale. Oltre all’impegno della polizia provinciale, abbiamo coinvolto diverse associazioni, che ringrazio al pari dei vari gruppi politici, i quali hanno lavorato in sinergia senza voler mettere le bandierine sul risultato finale. Ora c’è necessità di integrare la legge con un regolamento che dovrebbe arrivare entro l’estate. Intanto, vale l’aspetto sanzionatorio e non ho dubbi che la soluzione al problema arrivi presto. Si scherzava sul fatto che sono misure di guerra, straordinarie, quindi gli effetti ci saranno».
«Con questa legge abbiamo dimostrato che ci possiamo togliere le casacche dei partiti nel momento in cui condividiamo la volontà di affrontare un problema e trovarvi soluzioni – dice Paolo Calvano, consigliere Pd –. Oltre all’importante divieto di pesca dal tramonto all’alba senza adeguata documentazione giustificativa, viene introdotto il divieto di pesca nei canali posti in asciutta e in golene allagate».
«Un passo importante – ha spiegato il capogruppo regionale della Lega, Alan Fabbri –, anche se non risolutivo. Perché occorre presto anche una legge nazionale, che consenta di agire con pene detentive per i pescatori di frodo romeni, che formano un’associazione a delinquere senza scrupoli».
«Abbiamo ritenuto importante inserire anche misure quali il sequestro del pescato e dei natanti – le parole del consigliere leghista Marco Pettazzoni -. Ma riteniamo necessario anche prevedere un deflusso minimo delle acque, quando i canali vengono svuotati dai Consorzi, per attività manutentive, ed anche un fondo per smaltire le carcasse del pesce, quando questo viene rinvenuto morto o in condizioni igienico-sanitarie non adatte al suo trasporto. E gli enti che devono occuparsi dello smaltimento non devono sobbarcarsi gli interi costi». (d.b.)
Al centro della nuova legge, che va ad integrare quella di riferimento del settore, ovvero la n. 11/2012, c’è il contrasto al bracconaggio ittico, un fenomeno dilagante lungo l’asse del Po e che nel Ferrarese sta assumendo dimensioni sempre più pericolose. Considerato che si tratta di gruppi spesso organizzati e particolarmente aggressivi, ora risultano notevolmente inasprite le sanzioni, sia dal punto di vista pecuniario, sia prevedendo la confisca e il sequestro del pescato, dei natanti e anche dei veicoli utilizzati per trasportare il pesce ottenuto abusivamente, fino al sequestro della licenza di pesca. Modificati e resi ancora più stringenti anche alcuni divieti, a partire da quello di gettare e salpare reti e trasportare pesce dal tramonto all’alba.
Alla legge seguiranno in tempi stretti un regolamento di attuazione a cura della giunta regionale e la redazione del Piano ittico regionale, oltre ad altri più specifici come il Piano di gestione dell’anguilla, di notevole interesse per Comacchio.
A presentare la legge Giorgio Pruccoli del Pd: «Ottimo risultato, c’era necessità di snellire l’iter burocratico per deradicare questo fenomeno molto sentito, che crea problemi economici ed ambientali, oltre ad essere illegale. Oltre all’impegno della polizia provinciale, abbiamo coinvolto diverse associazioni, che ringrazio al pari dei vari gruppi politici, i quali hanno lavorato in sinergia senza voler mettere le bandierine sul risultato finale. Ora c’è necessità di integrare la legge con un regolamento che dovrebbe arrivare entro l’estate. Intanto, vale l’aspetto sanzionatorio e non ho dubbi che la soluzione al problema arrivi presto. Si scherzava sul fatto che sono misure di guerra, straordinarie, quindi gli effetti ci saranno».
«Con questa legge abbiamo dimostrato che ci possiamo togliere le casacche dei partiti nel momento in cui condividiamo la volontà di affrontare un problema e trovarvi soluzioni – dice Paolo Calvano, consigliere Pd –. Oltre all’importante divieto di pesca dal tramonto all’alba senza adeguata documentazione giustificativa, viene introdotto il divieto di pesca nei canali posti in asciutta e in golene allagate».
«Un passo importante – ha spiegato il capogruppo regionale della Lega, Alan Fabbri –, anche se non risolutivo. Perché occorre presto anche una legge nazionale, che consenta di agire con pene detentive per i pescatori di frodo romeni, che formano un’associazione a delinquere senza scrupoli».
«Abbiamo ritenuto importante inserire anche misure quali il sequestro del pescato e dei natanti – le parole del consigliere leghista Marco Pettazzoni -. Ma riteniamo necessario anche prevedere un deflusso minimo delle acque, quando i canali vengono svuotati dai Consorzi, per attività manutentive, ed anche un fondo per smaltire le carcasse del pesce, quando questo viene rinvenuto morto o in condizioni igienico-sanitarie non adatte al suo trasporto. E gli enti che devono occuparsi dello smaltimento non devono sobbarcarsi gli interi costi». (d.b.)
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