Tentano in furto al bar: un ladro arrestato e il complice fugge
Di nuovo nel mirino il Buondì in via Modena
FERRARA. Quel bar, il Buondì in via Modena, era stato preso di mira già la notte fra sabato e domenica scorsi: ignoti si erano introdotti scassinando la porta ed era stato quello il danno più grave: il bottino, infatti, ammontava solo a pochi spiccioli racimolati. La scoperta, il giorno dopo, da parte dei titolari, ai quali non era rimasto che sporgere denuncia contro ignoti.
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Sarà stata la posizione favorevole alla fuga, oppure l'idea che il "tesoro" era rimasto dentro l'esercizio, fatto sta che lo stesso bar Buondì è stato oggetto dell'attenzione dei ladri anche la notte scorsa, martedì 28 febbraio. L'epilogo, però, è stato ben diverso: è stato arrestato per il reato di tentato furto aggravato in concorso con un'altra persona riuscita a fuggire, un 27enne marocchino, pregiudicato, di fatto senza fissa dimora.
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A bloccarlo, personale delle Volanti, che interveniva presso il bar-pasticceria a seguito di una segnalazione di rumori sospetti, che facevano pensare a un furto in atto. Sul posto, il personale della polizia di Stato sorprendeva due persone di carnagione olivastra e capelli ricci mori, che, con un piede di porco, stavano armeggiando sulla porta secondaria del locale. I due, alla vista delle Volanti, si davano alla fuga, abbandonando lo strumento dell'effrazione. Gli operatori delle due Volanti intervenute inseguivano i fuggitivi sul retro delle abitazioni e, dopo poco, riuscivano a bloccare uno dei due ladri, mentre il secondo riusciva a dileguarsi.
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L’arrestato, privo di documenti, veniva accompagnato in Questura e sottoposto ad accertamenti fotodattiloscopici, dai quali emergeva la sua irregolarità sul territorio nazionale, oltre a cinque alias ai quali erano associati numerosissimi precedenti penali e relative condanne per reati contro il patrimonio, contro la persona, tra i quali anche un tentato omicidio doloso, stupefacenti, evasione e resistenza a pubblico ufficiale.
Informata, la competente autorità giudiziaria disponeva la permanenza dell’arrestato presso la Questura, in attesa del giudizio per direttissima.
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