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Alla Vm il contratto  di solidarietà per 835 dipendenti 

Alla Vm il contratto  di solidarietà per 835 dipendenti 

Accordo Fca-sindacati: sostituiranno la cassa integrazione e saranno attivati nel periodo dal 20 marzo al 30 settembre

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CENTO. Fine della cassa integrazione ma via al contratto di solidarietà. È la linea che per la Vm hanno definito Fca e le sigle sindacali Fim, Uilm, Fismic, Uglm, Acqf (l’Associazione capi e quadri Fiat) che ieri hanno firmato l'accordo per l'utilizzo di un diverso ammortizzatore sociale rispetto alla “cassa” usata sinora nello stabilimento centese. Il contratto di solidarietà si aprirà dal 20 marzo e continuerà fino al 30 settembre e interesserà 835 lavoratori su 1.225 dipendenti (restano fuori gli addetti dei reparti di ricambi, di ricerca e sviluppo e gli staff centrali). La decisione è stata presa, hanno spiegato in una nota le organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo - presenti all’incontro anche con i vertici nazionali - tenendo conto che «Vm sta vivendo una fase di calo della produzione determinata dagli effetti del così detto dieselgate» e si è convenuto di individuare nel contratto di solidarietà l'ammortizzatore «più adatto» alla situazione attuale, viste anche quelle che sono le «dimensioni di riduzioni di orario previste».
Nonostante le difficoltà, rilevano i sindacati, « Fca ha dichiarato di avere fondate aspettative di una ripresa in tempi brevi; tale ripresa, se sarà confermata dai fatti, renderebbe possibile anche la conferma dei circa 100 lavoratori assunti con contratti a termine, la cui scadenza è prevista in estate. Qualora dovessero permanere le difficoltà anche durante il periodo estivo è previsto ai primi di luglio un incontro per gestire la situazione». Per quanto concerne poi la rotazione del lavoro, ci si incontrerà mensilmente per verificare i modi più equi possibili di utilizzo». L’azienda ha dato disponibilità a verificare un riequilibrio del personale fra i vari reparti, nonché «a programmare i PAR in modo da ridurre il più possibile il rischio di mancata maturazione dei ratei». Nei prossimi giorni saranno svolte le assemblee per presentare ai lavoratori le modalità dell’accordo siglato. «Dal punto di vista retributivo, spiega Sandra Rizzo - segretario provinciale della Fim Cisl - non ci sono cambiamenti rispetto a quella che è la cassa integrazione, con la parte di ore non lavorate che viene coperta al 70-80 per cento dall’Inps». Per Paolo Da Lan, segretario provinciale della Uilm Uil, in questa fase «il contratto di solidarietà è lo strumento più idoneo a gestire la situazione. Si è scelta la linea del “lavorare meno ma lavorare tutti”, usando uno strumento più equo rispetto alla cassa integrazione». (al.vin)

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