ostellato
Lotta alle nutrie più intensa
Le chiamate sono passate da 102 a 750. Oltre 1.400 gli interventi
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OSTELLATO. «I dati a nostra disposizione confermano come il problema nutria nel territorio ferrarese stia diventando sempre più pesante, sia per i danni all’agricoltura, sia per i rischi idraulici e la sicurezza della popolazione, oltre che per i molti cittadini che vedono orti e giardini invasi da questi roditori».
A dirlo è Nicola Rossi, consigliere provinciale con delega alla caccia, pesca e ambiente. «Da 102 chiamate d’intervento di agricoltori del 2015 – prosegue Rossi - siamo saliti alle 750 dello scorso anno, senza contare le richieste per essere abilitati a intervenire direttamente sul proprio fondo attraverso le gabbie o lo sparo». Di fronte a questo problema la Provincia fa quello che può, è in sintesi l’allarme lanciato dal consigliere provinciale che analizza punto per punto una situazione all’insegna di risorse insufficienti. L’elenco dei problemi prosegue con l’assenza, finora, di contributi da parte dei Comuni a sostegno della Provincia per il contenimento delle nutrie, nonostante questa sia attività che una legge nel frattempo ha trasferito nelle competenze proprio dei Comuni. Ciononostante la Polizia provinciale continua ad assicurare un coordinamento dei coadiutori sul territorio agricolo, i quali prestano la loro opera volontaria in attuazione del Piano di eradicazione della nutria. I coadiutori, unici autorizzati dal Piano regionale all’intervento oltre agli agricoltori (limitatamente nel perimetro della loro azienda), nel solo periodo aprile-dicembre 2016 hanno svolto circa 1.400 uscite e presto partirà un nuovo corso per abilitarne altri, visto che rispetto agli 878 dell’elenco degli idonei risalente a sette anni fa ne sono rimasti 200 effettivamente operativi. Lo stesso Nicola Rossi si è fatto portavoce del mondo agricolo, dei cacciatori e degli stessi sindaci. «I coadiutori – ha detto – hanno bisogno di maggiori tutele, mentre al territorio provinciale occorre riservare un’attenzione in più per il suo essere per il 40 per cento sotto il livello del mare e attraversato da una fitta rete di canali. Tutte condizioni – ha proseguito – che aumentano le necessità di controllo e monitoraggio, a tutela della sicurezza e delle attività economiche che si svolgono nell’importante settore agricolo».
A dirlo è Nicola Rossi, consigliere provinciale con delega alla caccia, pesca e ambiente. «Da 102 chiamate d’intervento di agricoltori del 2015 – prosegue Rossi - siamo saliti alle 750 dello scorso anno, senza contare le richieste per essere abilitati a intervenire direttamente sul proprio fondo attraverso le gabbie o lo sparo». Di fronte a questo problema la Provincia fa quello che può, è in sintesi l’allarme lanciato dal consigliere provinciale che analizza punto per punto una situazione all’insegna di risorse insufficienti. L’elenco dei problemi prosegue con l’assenza, finora, di contributi da parte dei Comuni a sostegno della Provincia per il contenimento delle nutrie, nonostante questa sia attività che una legge nel frattempo ha trasferito nelle competenze proprio dei Comuni. Ciononostante la Polizia provinciale continua ad assicurare un coordinamento dei coadiutori sul territorio agricolo, i quali prestano la loro opera volontaria in attuazione del Piano di eradicazione della nutria. I coadiutori, unici autorizzati dal Piano regionale all’intervento oltre agli agricoltori (limitatamente nel perimetro della loro azienda), nel solo periodo aprile-dicembre 2016 hanno svolto circa 1.400 uscite e presto partirà un nuovo corso per abilitarne altri, visto che rispetto agli 878 dell’elenco degli idonei risalente a sette anni fa ne sono rimasti 200 effettivamente operativi. Lo stesso Nicola Rossi si è fatto portavoce del mondo agricolo, dei cacciatori e degli stessi sindaci. «I coadiutori – ha detto – hanno bisogno di maggiori tutele, mentre al territorio provinciale occorre riservare un’attenzione in più per il suo essere per il 40 per cento sotto il livello del mare e attraversato da una fitta rete di canali. Tutte condizioni – ha proseguito – che aumentano le necessità di controllo e monitoraggio, a tutela della sicurezza e delle attività economiche che si svolgono nell’importante settore agricolo».
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