Pescatori in rivolta Partiti questa notte per manifestare
Porto Garibaldi e Goro insieme in piazza Montecitorio «Nessun accordo è stato raggiunto». Scontri a Roma
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PORTO GARIBALDI. Nel cuore della notte sono ripartiti alla volta della capitale i pescatori di Porto Garibaldi e di Goro, rientrati ieri mattina dopo la manifestazione proclamata a Roma, da tutte le marinerie italiane, per contestare gli effetti della legge 154/2016, ritenuta penalizzante per il settore. In rappresentanza di tutti i colleghi dell’Emilia Romagna, nella sua qualità di presidente della Cooperativa Piccola e Grande Pesca, Ariberto Felletti, affiancato da altri colleghi, ha garantito la presenza di un presidio fisso in piazza Montecitorio, nonostante fossero emersi segnali di apertura da parte delle forze politiche, tali da lasciare presagire il raggiungimento di un accordo. «Non ci spostiamo da qui - ribadisce Felletti - finché non vedremo atti scritti. Non ci bastano impegni a parole e siamo tutti uniti a proseguire ad oltranza lo sciopero, finché le nostre richieste non saranno accolte». Mercato ittico chiuso, pescherecci attraccati in porto e striscioni esposti in bella vista con un monito a modificare drasticamente la legge 154/2016 sono i simboli della protesta che ieri da Roma è rimbalzata nuovamente sul portocanale. «Non possiamo andare in mare per pagare multe, che arrivano fino a 150mila euro per il pesce sottomisura - esclama Filippo Folegatti - e non possiamo accettare una legge calata dall’alto, che penalizza solo noi pescatori italiani. In Spagna e in Francia le multe arrivano al massimo fino a 500 euro». Disposto a dare il cambio ai colleghi che presidiano da martedì pomeriggio piazza Montecitorio anche Giuseppini Luciani, mentre Rocco Parisi, vice presidente della Cooperativa Piccola e Grande Pesca, sfogando il suo disappunto, aggiunge che «siamo con le spalle al muro, non siamo più capaci di lavorare, dato che c'è anche il problema del poligono di tiro con multe che arrivano fino a 4mila euro». In banchina, a portare la solidarietà ai pescatori anche don Andrè, il parroco di Porto Garibaldi. Una delegazione di Goro si è unita alla protesta e come riferisce Mauro Gennari (coop Venus) «chiediamo un tavolo di confronto diretto con il Governo, con biologi e pescatori, facendo anche studi di settore, per dimostrare che la nostra pesca è quella che tutela il nostro mare e non lo distrugge».
Katia Romagnoli
Katia Romagnoli
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