Sant’Anna, via al piano di rientro
Varata la delibera che imposta la manovra per il recupero triennale di risorse
FERRARA. Il taglio dei posti letto in provincia ha consentito di migliorare l’efficienza dell’ospedale di Cona (tasso ccupazione posti letto) ma ha anche creato le condizioni per l’overbooking in concomitanza con eventuali picchi di ricoveri. L’annotazione è contenuta nella delibera pubblicata dall’ospedale Sant’Anna con i dettagli del piano di rientro 2016-2018, dove sono elencate le azioni che l’azienda metterà in campo per riportare i conti in ordine dopo lo scostamento di circa 13 milioni di € emerso nel 2015. Nel documento vengono ribadite alcune considerazioni sulle motivazioni che hanno determinato la situazione di criticità. Ad iniziare dall’esplosione dei costi delle manutenzioni e dei servizi non sanitari seguita all’entrata in vigore del contratto di project financing stipulato con il consorzio Prog.Este. Un accordo rigido, che sconta il rateo di ammortamento (nel 2015 pari a 6 milioni di €) del capitale che i privati hanno investito nella costruzione dell’ospedale (45 milioni di €) per coprire la carenza di risorse pubbliche.
Il contratto inoltre “ingabbia” le possibili alternative a disposizione dell’azienda sul fronte dell’abbassamento dei costi. C’è da ricordare, a questo proposito, che il Sant’Anna intende avviare la rinegoziazione del contratto con Prog.Este per rivedere l’andamento dei costi. Un altro fattore rilevante è il sovradimensionamento dell’ospedale; la superficie di Sant’Anna e San Giorgio è aumentata complessivamente di 80mila mq rispetto al passato. Il mancato trasloco del San Giorgio e la «incompiuta ottimizzazione degli spazi della vecchia sede dell’ospedale» hanno determinato un aggraviso di costi di circa 1 milione l’anno. La mancata partenza dei parcheggi e dei posti letto a pagamento ha generato un altro esborso a favore di Prog.Este di circa 800mila euro. Allo sbilancio hanno contribuito anche i ridotti ricavi per ricoveri legati alla diminuzione dei posti letto, alcune inefficienze nel servizio di smaltimento rifiuti e “sconti” (per circa 6 milioni di €) applicati su servizi forniti all’Asl.
Tra le azioni positive per recuperare risorse e ridurre costi meritano di essere citate la rinegoziazione del costo/mensa (già in porto) con un saldo positivo di circa 400mila € nel 2017, la cessata fatturazione dal 2016 per la mancata partenza di parcheggi e degenze a pagamento (con risparmi per oltre 800mila €), il trasferimento del San Giorgio a Cona e completamento del trasloco del servizio di Radioterapia (economie per 1 milione circa nel 2018) e la riduzione del personale del Cup 2000 (-270mila € nel 2017).
Gioele Caccia
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