proposto un centro per le patologie vascolari
Argenta polo per la chirurgia
Il ruolo dell’ospedale Mazzolani-Vandini nel progetto provinciale
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ARGENTA. Carlo Feo, da circa un mese primario della Chirurgia di Argenta e Lagosanto, sta dando un impulso positivo nello sviluppo dell’attività chirurgica dei presidi territoriali, grazie alla collaborazione con i professionisti dell’Azienda Ospedaliera con i quali ha lavorato per circa vent’anni. E’ ciò che è emerso nel corso dell’incontro di mercoledì organizzato dalle direzioni sanitarie Ausl e Aosp con i primari delle chirurgie ferraresi ed i professionisti che lavorano ad Argenta, per confrontarsi sul ruolo del “Mazzolani Vandini” all’interno della rete chirurgica provinciale.
«La funzione chirurgica rappresenta la principale direttrice del riordino ospedaliero: la revisione delle procedure dell’attività - con il decentramento delle prestazioni a media e bassa complessità da Cona al territorio e la centralizzazione a Cona delle attività complesse - consentirà - recita una nota - il miglioramento delle liste di attesa ed offrirà al paziente la possibilità di prestazioni più vicine a lui, potendo contare sulle professionalità e competenze del centro ‘Hub». La struttura argentana vanta un blocco operatorio di buona qualità, con tecnologie adeguate ed operatori fortemente motivati che hanno dimostrato e dimostrano passione ed attaccamento per la struttura in cui lavorano. Con queste premesse, i professionisti hanno presentato le progettualità ipotizzate per l’ospedale di Argenta di prossima attivazione. Paolo Zamboni, professore del Dipartimento di Morfologia, chirurgia e medicina sperimentale e direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, ha avanzato la proposta di realizzare un centro di consulenza ed intervento per la vasculopatia. Argenta diverrebbe non solo la struttura elettiva per questi tipi di intervento ma - proprio per il ruolo di ricercatore del professore - nucleo pilota per l’intervento ambulatoriale per questo tipo di disturbo. Il progetto prosegue ed in prospettiva il Mazzolani Vandini potrebbe diventare punto di riferimento per la chirurgia delle vene mini invasiva che non preveda più, per i casi appropriati, «la cura attraverso la distruzione dell’apparato venoso, togliendo la vena safena quando crea problemi, bensì intervenendo su di essa e riparandola, secondo tecniche innovative». Feo ha posto l’accento sull’importante lavoro oggi in corso per il trasferimento in tempi ridotti dell’attività di day surgery ed ambulatoriale da Ferrara ed Argenta e la riapertura delle sale operatorie, che concentrerebbero interventi di calcolosi della colecisti (colecistectomie) effettuati in videolaparoscopia.
«La funzione chirurgica rappresenta la principale direttrice del riordino ospedaliero: la revisione delle procedure dell’attività - con il decentramento delle prestazioni a media e bassa complessità da Cona al territorio e la centralizzazione a Cona delle attività complesse - consentirà - recita una nota - il miglioramento delle liste di attesa ed offrirà al paziente la possibilità di prestazioni più vicine a lui, potendo contare sulle professionalità e competenze del centro ‘Hub». La struttura argentana vanta un blocco operatorio di buona qualità, con tecnologie adeguate ed operatori fortemente motivati che hanno dimostrato e dimostrano passione ed attaccamento per la struttura in cui lavorano. Con queste premesse, i professionisti hanno presentato le progettualità ipotizzate per l’ospedale di Argenta di prossima attivazione. Paolo Zamboni, professore del Dipartimento di Morfologia, chirurgia e medicina sperimentale e direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, ha avanzato la proposta di realizzare un centro di consulenza ed intervento per la vasculopatia. Argenta diverrebbe non solo la struttura elettiva per questi tipi di intervento ma - proprio per il ruolo di ricercatore del professore - nucleo pilota per l’intervento ambulatoriale per questo tipo di disturbo. Il progetto prosegue ed in prospettiva il Mazzolani Vandini potrebbe diventare punto di riferimento per la chirurgia delle vene mini invasiva che non preveda più, per i casi appropriati, «la cura attraverso la distruzione dell’apparato venoso, togliendo la vena safena quando crea problemi, bensì intervenendo su di essa e riparandola, secondo tecniche innovative». Feo ha posto l’accento sull’importante lavoro oggi in corso per il trasferimento in tempi ridotti dell’attività di day surgery ed ambulatoriale da Ferrara ed Argenta e la riapertura delle sale operatorie, che concentrerebbero interventi di calcolosi della colecisti (colecistectomie) effettuati in videolaparoscopia.
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