le prospettive in vista della fusione a fine anno
Cambio marchio nel 2018 In fretta i nuovi prodotti
Il marchio Carife, o Nuova Carife che sia, è destinato a sparire dalle insegne e dalle intestazioni delle filiali della banca “fusa”, ma i tempi potrebbero essere più lunghi del prevedibile. Pure i...
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Il marchio Carife, o Nuova Carife che sia, è destinato a sparire dalle insegne e dalle intestazioni delle filiali della banca “fusa”, ma i tempi potrebbero essere più lunghi del prevedibile. Pure i dipendenti dovranno attendere un po’ prima di capire il loro futuro, anche se le prima parole dell’amministratore delegato Bper, Alessandro Vandelli, sono state incoraggianti nei loro confronti. Nell’immediato, infatti, il percorso della fusione delle due banche dovrà affrontare questioni molto meno strategiche, «tutta burocrazia per un paio di mesi» è la sintesi di Vandelli. Il riferimento è alle autorizzazioni richieste alla Bce e alla Commissione Ue, che si suppone siano state già ampiamente coinvolte prima della firma ma che hanno bisogno di tempi tecnici per arrivare al traguardo.
Nel frattempo, però, dovrebbero procedere le operazioni citate già ieri, a partire dalla «razionalizzazione della rete degli sportelli», che dovrebbe partire con le 7 chiusure del 30 aprile. Poi si parla esplicitamente di rinegoziazione dei contratti di fornitura, riduzione dei costi di corporate governance (leggi manager, a partire dall’ad Giovanni Capitanio) e contenimento dei costi di raccolta. Interesse dei modenesi è partire il prima possibile con le sinergie sui ricavi, con «l’estensione alla nuova clientela dell’offerta di prodotti e servizi bancari del gruppo Bper», oltre a credito al consumo, leasing e asset management. Sono attese condizioni di credito buone, anche perché si parte dalla riconosciuta «buona qualità» del portafoglio creditizio in eredità, dopo la mega-pulizia degli Npl. Un altro lavoro da svolgere è l’estensione dei modelli avanzati di rating al portafoglio crediti di Nuova Carife.
L’armonizzazione delle procedure informatiche, per la quale serviranno parecchi mesi, è una barriera alla unificazione dei marchi, che andrà probabilmente oltre il 31 dicembre 2017. Quanto ai dipendenti, Vandelli ha manifestato la speranza di garantire loro percorsi di crescita professionale, con l’obiettivo di «consolidare» l’occupazione. Prima ancora di parlare di spostamenti e riqualificazioni, però, c’è il nodo del contratto integrativo, i cui effetti per Carife scadono il 30 marzo. Nelle prossime ore partirà una richiesta d’incontro da parte delle rappresentanze sindacali alla nuova proprietà. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel frattempo, però, dovrebbero procedere le operazioni citate già ieri, a partire dalla «razionalizzazione della rete degli sportelli», che dovrebbe partire con le 7 chiusure del 30 aprile. Poi si parla esplicitamente di rinegoziazione dei contratti di fornitura, riduzione dei costi di corporate governance (leggi manager, a partire dall’ad Giovanni Capitanio) e contenimento dei costi di raccolta. Interesse dei modenesi è partire il prima possibile con le sinergie sui ricavi, con «l’estensione alla nuova clientela dell’offerta di prodotti e servizi bancari del gruppo Bper», oltre a credito al consumo, leasing e asset management. Sono attese condizioni di credito buone, anche perché si parte dalla riconosciuta «buona qualità» del portafoglio creditizio in eredità, dopo la mega-pulizia degli Npl. Un altro lavoro da svolgere è l’estensione dei modelli avanzati di rating al portafoglio crediti di Nuova Carife.
L’armonizzazione delle procedure informatiche, per la quale serviranno parecchi mesi, è una barriera alla unificazione dei marchi, che andrà probabilmente oltre il 31 dicembre 2017. Quanto ai dipendenti, Vandelli ha manifestato la speranza di garantire loro percorsi di crescita professionale, con l’obiettivo di «consolidare» l’occupazione. Prima ancora di parlare di spostamenti e riqualificazioni, però, c’è il nodo del contratto integrativo, i cui effetti per Carife scadono il 30 marzo. Nelle prossime ore partirà una richiesta d’incontro da parte delle rappresentanze sindacali alla nuova proprietà. (s.c.)
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