Bper-Carife, eco tutte le spese in capo a Bankitalia
Transazione al costo di un euro con l'azienda di credito modenese. L'ad Vandelli: con noi un nuovo impulso alla crescita industriale, economica e sociale
FERRARA. Il contratto è stato siglato «nella tarda serata» di mercoledì 1 marzo, rispettando quindi la tempistica annunciata e senza ulteriori passaggi dal consiglio di amministrazione di Bper.Con quel pezzo di carta la Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara, cioè quanto salvato dalla risoluzione della banca ultracenteneria, è passata al 100% nella proprietà della modenese Banca Popolare dell’Emilia Romagna, mettendo così fine ad una vicenda iniziata nel 2009, con i primi segnali di dissesto. Per il passaggio definitivo, il closing, bisogna attendere il via libera della Bce e l’avverarsi di una serie di condizioni contrattuali, ma sorprese non dovrebbero essercene.
Le cifre dell’operazione
Bper spende per l’acquisto di Cassa... 1 euro, prezzo simbolico che sconta l’impegno dei modenesi a rimettere in sesto una banca in risoluzione e che non ha inviato grandi segnali di ripresa, dal momento della trasformazione in Nuova Carife. Di più, non s’impegna a ricapitalizzazioni, perché da una parte è previsto un «impatto marginale sul Cet1 ratio», quindi non sono attese richieste di rafforzamenti patrimoniali da parte Bce; e dall’altro sono i venditori, cioè il Fondo di risoluzione di Bankitalia, a garantire per contratto una base patrimoniale sufficiente, cioè 153 milioni di euro. Il cuore finanziario dell’operazione è proprio in questo Patrimonio Target: per garantirlo, Bankitalia dovrà accantonare a fondo rischi e rettifiche i soldi necessari a sostenere la cessione dei crediti deteriorati (probabilmente 400 milioni al Fondo Atlante); i costi dell’esodo di 340 addetti, della «migrazione informatica» e dell’integrazione della nuova rete di sportelli; i «rischi legali», compresi quelli delle cause degli azionisti azzerati; le svalutazioni di titoli e asset immobiliari. Secondo i conti della stessa Bper, queste operazioni costeranno 215 milioni, da sottrarre al patrimonio attuale di Carife (130 milioni, secondo anticipazioni di agenzia): per capire l’impegno complessivo del Fitd, bisogna capire come verranno venduti gli Npl. I 153 milioni di patrimonio servono anche a sostenere «la perdita attesa di Nuova Carife per l’intero esercizio 2017», quindi ben oltre l’ingresso Bper.
La banca modenese potrà inoltre sfruttare 90 milioni di fiscalità differita, cioè le perdite fiscali di Carife («subordinatamente al positivo esito di un interpello all’Agenzia delle entrate»), recedendone al venditore un 30%, al momento dell’effettivo beneficio.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.14964678:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2017/03/02/news/bper-compra-carife-1.14964678]]
Cosa comprano i modenesi
Al 31 dicembre Nuova Carife presentava impieghi, «al netto delle sofferenze e inadempienze probabili oggetto di cessioni a terzi», pari a circa 1,6 miliardi, raccolta diretta pari a circa 2 miliardi, indiretta di 1,5 miliardi. Le filiali erano 102, di cui l’85% in Emilia Romagna, i dipendenti erano 908 che dovranno scendere tra l’1 aprile e il 30 novembre alla cifra «non superiore a 500 full time equivalent», attraverso il piano esuberi già definito. Si tratta di un organico leggermente inferiore a quello previsto dal piano, ma vanno valutati i part time. I clienti sono oltre 100mila.
Cosa può far saltare tutto
Bper avrà diritto di recedere dal contratto se, al momento del closing, si avvererà una di queste tre condizioni: uno scostamento negativo maggiore del 5% del patrimonio netto di Nuova Carife rispetto al Patrimonio Target; una riduzione maggiore del 20% degli impieghi o della raccolta complessiva rispetto alla loro consistenza al 31 dicembre 2016; una material adverse change, cioè un terremoto imprevisto di mercato. L’esecuzione del contratto di acquisto è «sospensivamente condizionata», oltre all’ottenimento delle autorizzazioni Bce e Ue, dall’avvenuta cessione dei crediti deteriorati e al perfezionamento dell’aumento di capitale da parte del Fondo di risoluzione. Se tutto va bene, prevede Bper, il closing avverrà «nel corso del secondo trimestre dell’anno».
Le parole di Vandelli
L’amministratore delegato Bper, Alessandro Vandelli, si è detto «molto soddisfatto del prossimo ingresso di Nuova Carife nel nostro gruppo bancario, L’operazione ha una spiccata valenza industriale e ci consente di aumentare le nostre quote di mercato in una provincia, Ferrara, all’interno della nostra regione storica d’influenza, dove la penetrazione risulta inferiore alla media delle altre province». Il rischio? «Molto ridotto, data la vicinanza della provincia di Ferrara a Modena e alle altre zone limitrofe della Romagna e del Veneto». Significativo l’impegno di Vandelli: «Siamo certi di poter contribuire a dare un nuovo impulso alla crescita del tessuto industriale, economico e sociale delle aree servite, rilanciando un processo virtuoso di sviluppo del territorio. Il nostro obiettivo primario è quello di riportare fiducia alla clientela e nuovi stimoli al personale dipendente della banca».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
