Di Lascio, l’Ordine si ritira dal processo
Per l’accusa Droghetti non minacciò il presidente e va assolto L’ente rinuncia alla parte civile, la sentenza a fine marzo
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Ha fatto un passo indietro, l’Ordine dei Medici, al processo che vede il suo presidente Bruno Di Lascio accusare il suo collega (ed ormai ex amico dopo 40 anni) Paolo Droghetti di pressioni indebite per indurlo a rinunciare alla sua candidatura nell’autunno del 2014. L’Ordine dei Medici, che si era costituito parte civile a fianco del suo presidente, ieri ha deciso di ritirarsi dal processo, di rinunciare a ogni eventuale rivalsa a carico dell’imputato. Per il quale, peraltro, ieri la stessa accusa (viceprocuratore onorario Stefano Antinori) ha chiesto l’assoluzione. Droghetti deve rispondere di violenza privata per una vicenda che ruota attorno ai “veleni” sorti all’interno dell’ente di piazza Sacrati le settimane precedenti le votazioni. Di Lascio, all’epoca presidente uscente, aveva deciso di ricandidarsi ma secondo Droghetti avrebbe fatto meglio a ritirare la candidatura a causa di alcuni documenti che avrebbero potuto mettere in difficoltà e compromettere sia lo stesso Di Lascio che i suoi figli. Il presidente ne era stato informato non direttamente da Droghetti, ma da un altro collega che gli aveva riportato una conversazione avuta con l’imputato. Droghetti, da parte sua, non aveva smentito il contenuto di quel colloquio, ma ha sempre negato di aver avuto intenzione di fare pressioni o minacciare Di Lascio, ma solo di dare un consiglio all’amico sulla scorta delle voci che circolavano in piazza Sacrati. «Io l’ho percepito come un atto intimidatorio», aveva ribadito Di Lascio durante la sua deposizione.
All’ultima udienza sembrava che le parti potessero arrivare a un accordo. Invece, dopo la richiesta di assoluzione avanzata dall’accusa, e l’uscita di scena dell’Ordine dei Medici, Di Lascio ha deciso di andare ugualmente fino in fondo. Il suo legale, l’avvocato Mazzanti, ha chiesto la condanna dell’imputato. La difesa di Droghetti (avvocato Marco Limguerri) ha contrattaccato chiedendo l’assoluzione e la condanna della controparte al pagamento dei danni e delle spese di giudizio.
Il processo dei “corvi” all’Ordine dei Medici, comunque non si è chiuso ieri. Bisognerà aspettare fine marzo, per la sentenza. Che metterà fine alla vicenda giudiziaria, mentre la scia dei veleni sembra destinata a prolungarsi ancora a lungo.
All’ultima udienza sembrava che le parti potessero arrivare a un accordo. Invece, dopo la richiesta di assoluzione avanzata dall’accusa, e l’uscita di scena dell’Ordine dei Medici, Di Lascio ha deciso di andare ugualmente fino in fondo. Il suo legale, l’avvocato Mazzanti, ha chiesto la condanna dell’imputato. La difesa di Droghetti (avvocato Marco Limguerri) ha contrattaccato chiedendo l’assoluzione e la condanna della controparte al pagamento dei danni e delle spese di giudizio.
Il processo dei “corvi” all’Ordine dei Medici, comunque non si è chiuso ieri. Bisognerà aspettare fine marzo, per la sentenza. Che metterà fine alla vicenda giudiziaria, mentre la scia dei veleni sembra destinata a prolungarsi ancora a lungo.
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