Il quartetto si è diviso: CariChieti, Marche e Etruria vanno a Ubi
Carife è l’ultima delle quattro banche nuove uscite dalla risoluzione del 22 novembre 2015, a trovare una sua collocazione. Già il 12 gennaio scorso, infatti, la bergamasca Ubi aveva ufficializzato l’...
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Carife è l’ultima delle quattro banche nuove uscite dalla risoluzione del 22 novembre 2015, a trovare una sua collocazione. Già il 12 gennaio scorso, infatti, la bergamasca Ubi aveva ufficializzato l’offerta per Marche, Etruria e Chieti, con qualche differenza nelle modalità e nella sostanza, al di là delle cifre ovviamente non comparabili. Ubi è dovuta passare, appunto, per la formulazione di una offerta che è stata poi formalmente accettata, dopo una settimana, da Bankitalia, mentre Bper per la cassa ferrarese ha firmato direttamente il contratto con l’istituto di vigilanza. Procedura semplificata, nel caso ferrarese, a testimonianza di un’allentata attenzione delle autorità di vigilanza europee: non risulta che per Carife sia stato attivata la ricognizione supplementare nei confronti di chi si aveva partecipato alle fasi precedenti della procedura di vendita (i fondi internazionali), come invece avvenuto per Ubi. I bergamaschi, in ogni caso, non avevano trovato concorrenti nemmeno con questa breve riapertura dei termini. Anche Ubi ha pagato per le tre banche la cifra simbolica di 1 euro, ha ottenuto una ulteriore “pulizia” dei loro crediti deteriorati e pure una preventiva ricapitalizzazione da parte del Fondo di risoluzione, in quel caso di 450 milioni di euro. A differenza di Bper, però, ha dovuto metterci fondi freschi, attraverso un aumento di capitale di 400 milioni, richiesto dalla Bce per riassestare i ratios patrimoniali che nel caso Bper–Carife sono intaccati solo di 20 punti base. Altra differenza: Ubi dovrà provvedere in prima persona ai tagli del personale nelle banche acquisite, mentre Bper si trova questo passaggio già compiuto. Identica l’esigenza di razionalizzare la rete di filiali.
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