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La legge della notte e il ritorno dei gangster

di GIAN PIETRO ZERBINI
La legge della notte e il ritorno dei gangster

Ben Affleck ritorna alla regia cxon il ruolo di protagonista. Spunti che sembrano tratti da Scorsese, Leone e De Palma

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La legge della notte
Un film di Ben Affleck. Con Ben Affleck, Elle Fanning, Brendan Gleeson, Chris Messina, Sienna Miller. Noir, durata 128 minuti - Usa, 2016.

di GIAN PIETRO ZERBINI
Sono tornati i gangster, l'era del proibizionismo, i cappelli alla Borsalino tra gessati, mitra e abiti bianchi. Ben Affleck vince però solo a metà la sua scommessa di portare sul grande schermo il romanzone di Dennis Lehane, con Leonardo DiCaprio - uno che di gang se ne intende -come produttore. Il suo ritratto dell'America anni Trenta lacerata dalla malavita e dalla continua lotta tra poliziotti e criminali, finisce per fare cassa di risonanza e citazioni di altri grandi lavori. Da Scorsese e non solo per far piacere al produttore che in passato ha offerto interpretazioni memorabili in questo filone, a Sergio Leone per quel continuo rincorrersi di bulli e pupe. Ma c'è anche tanto Brian De Palma a testimoniare che “Gli Intoccabili” sono proprio di nome e di fatto. La sceneggiatura è un corposo noir dove trovano spazio senza pestarsi i piedi, lo scontro, il sentimento, il senso della giustizia, la perenne lotta tra il bene e il male vista da entrambe le prospettive. Il protagonista è il figlio di un poliziotto che si mette a fare il criminale, ma è un personaggio a suo modo poliedrico e ben interpretato da un Ben Affleck inspirato. Ma a differenza dello splendido "Argo", vincitore dell'Oscar come miglior film, dove l'attore si autodirigeva con mano sicura, in questa circostanza la regia si perde un po' per strada con il rischio appunto di cadere in certi pericolosi dejà vù. Alla sua quarta prova dietro la macchina da presa, Affleck porta in scena una storia consumata, con qualche spunto, che già si era visto in “The town”, ma aggiunge ben poco sul piano del contesto narrativo che spazia dalla mafia italiana alla criminalità irlandese, senza tralasciare il Ku Klux Klan. Manca solo il clan dei marsigliesi. Accanto al protagonista troviamo un cast al minimo sindacale, in ruoli più da macchietta che di sostanza, fatta eccezione per Sienna Miller.

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