Schiarita dal ministero Sciopero pescatori cessato
Il sottosegretario Castiglione si è impegnato a rivedere la sostanza della legge Si intravvedono spiragli per uscire dalla crisi che ha travolto il settore
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PORTO GARIBALDI. Svolta sopraggiunta nel tardo pomeriggio di ieri a Roma per la vertenza che interessa migliaia di pescatori di tutte le marinerie nostrane. È cessato lo sciopero proclamato lunedì scorso ad oltranza, dopo la tregua annunciata intorno alle 17 dai coordinatori delle marinerie, a seguito dell'incontro con il sottosegretario al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Giuseppe Castiglione. Al culmine di un'altra giornata di tensioni e di attesa, decollata con una nuova manifestazione dei pescatori nella capitale, tornati a dare man forte al presidio attivo da lunedì scorso, è quindi giunta una schiarita.
«Il sottosegretario Castiglione si è personalmente impegnato a rivedere entro 15, massimo 20 giorni, l'intera impalcatura della nuova legge, la 154 del 2016 ed in particolare l'articolo 39 - ha annunciato il presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca, Ariberto Felletti, a Roma da lunedì scorso -, quello sulle sanzioni. Altrimenti ci convoca per forza, perchè noi torniamo a Roma a manifestare nuovamente».
Giornata di trattative ed incontri estenuanti, a conclusione della quale sembrano intravedersi spiragli di uscita dalla grave crisi, che ha travolto il settore della pesca, soprattutto dopo l'entrata in vigore della Legge 154 con un pesante inasprimento delle sanzioni, per le violazioni più disparate. All'alba di ieri una delegazione di 60 pescatori di Porto Garibaldi e di Goro, partiti insieme in pullman, ha fatto ritorno nella capitale, insieme ai colleghi delle altre marinerie italiane, per fare la voce più grossa, dopo la manifestazione di tre giorni fa.
«Alla riunione con Castiglione ha partecipato Francesco Caldaroni, presidente dell'associazione Marinerie d'Italia e d'Europa - ha commentato Ariberto Felletti -, poi noi coordinatori della 50 marinerie presenti a Roma ci siamo riuniti per decidere se accettare il termine dei 15 giorni fissato per le modifiche richieste alla legge, oppure continuare a manifestare». Alla fine è stata accolta la tregua, per cui dalla mezzanotte di domenica i pescherecci torneranno a prendere il largo ed anche il mercato ittico di Porto Garibaldi spalancherà nuovamente le porte da lunedì.
Provato da quasi una settimana di veglie, dopo due manifestazioni a Roma, ma cautamente soddisfatto, anche Mauro Gennari, presidente della cooperativa di pescatori Venus di Goro. «Ora vediamo: con l'accordo sottoscritto con tutte le marinerie riunite a Roma sarà rispettato - ha dichiarato Gennari in rientro in pullman con i colleghi di Porto Garibaldi -; si è aperto uno spiraglio, ma se le cose non cambiano siamo pronti a tornare a Roma a manifestare. Intanto adesso si torna in mare. Ringrazio tutti i colleghi, perché abbiamo dato un segnale forte di coesione - ha aggiunto Gennari - e ora l'unione tra marinerie si è rafforzata». Tanti gli striscioni che si sono visti sfilare ieri mattina attorno all'Altare della Patria, con un denominatore comune "Abolire la legge 154". Ad accompanare il corteo di oltre 1300 manifestanti, anche le sirene dei pescherecci. Intanto per il 9 marzo è già convocato un tavolo di confronto tra governo e associazioni di categoria.
Katia RomagnolI
«Il sottosegretario Castiglione si è personalmente impegnato a rivedere entro 15, massimo 20 giorni, l'intera impalcatura della nuova legge, la 154 del 2016 ed in particolare l'articolo 39 - ha annunciato il presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca, Ariberto Felletti, a Roma da lunedì scorso -, quello sulle sanzioni. Altrimenti ci convoca per forza, perchè noi torniamo a Roma a manifestare nuovamente».
Giornata di trattative ed incontri estenuanti, a conclusione della quale sembrano intravedersi spiragli di uscita dalla grave crisi, che ha travolto il settore della pesca, soprattutto dopo l'entrata in vigore della Legge 154 con un pesante inasprimento delle sanzioni, per le violazioni più disparate. All'alba di ieri una delegazione di 60 pescatori di Porto Garibaldi e di Goro, partiti insieme in pullman, ha fatto ritorno nella capitale, insieme ai colleghi delle altre marinerie italiane, per fare la voce più grossa, dopo la manifestazione di tre giorni fa.
«Alla riunione con Castiglione ha partecipato Francesco Caldaroni, presidente dell'associazione Marinerie d'Italia e d'Europa - ha commentato Ariberto Felletti -, poi noi coordinatori della 50 marinerie presenti a Roma ci siamo riuniti per decidere se accettare il termine dei 15 giorni fissato per le modifiche richieste alla legge, oppure continuare a manifestare». Alla fine è stata accolta la tregua, per cui dalla mezzanotte di domenica i pescherecci torneranno a prendere il largo ed anche il mercato ittico di Porto Garibaldi spalancherà nuovamente le porte da lunedì.
Provato da quasi una settimana di veglie, dopo due manifestazioni a Roma, ma cautamente soddisfatto, anche Mauro Gennari, presidente della cooperativa di pescatori Venus di Goro. «Ora vediamo: con l'accordo sottoscritto con tutte le marinerie riunite a Roma sarà rispettato - ha dichiarato Gennari in rientro in pullman con i colleghi di Porto Garibaldi -; si è aperto uno spiraglio, ma se le cose non cambiano siamo pronti a tornare a Roma a manifestare. Intanto adesso si torna in mare. Ringrazio tutti i colleghi, perché abbiamo dato un segnale forte di coesione - ha aggiunto Gennari - e ora l'unione tra marinerie si è rafforzata». Tanti gli striscioni che si sono visti sfilare ieri mattina attorno all'Altare della Patria, con un denominatore comune "Abolire la legge 154". Ad accompanare il corteo di oltre 1300 manifestanti, anche le sirene dei pescherecci. Intanto per il 9 marzo è già convocato un tavolo di confronto tra governo e associazioni di categoria.
Katia RomagnolI
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