Via i contributi post sisma Cittadino si rivolge al Tar
Scortichino, bloccati dopo gli accertamenti i fondi per sistemate un fienile Chiamati in causa il Comune di Bondeno e il presidente della Regione
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SCORTICHINO. Fienili ancora nell'occhio del ciclone, nella ricostruzione post sisma. Stavolta, però, la retromarcia del Comune, che aveva dichiarato inagibile la struttura dopo le scosse del 20 e del 29 maggio 2012, dando la possibilità di accedere ai fondi della ricostruzione, ma poi ha ravvisato irregolarità, ha portato un cittadino a impugnare davanti al Tar (il Tribunale amministrativo regionale) l'ordinanza di revoca.
Una storia che parte, evidentemente, da lontano. Dai controlli effettuati dai tecnici comunali e dagli ispettori commissariali, che avevano inizialmente giudicato "inagibile" la struttura nelle campagne di Scortichino, ammissibile quindi ai finanziamenti. Salvo, poi, avere verificato la presenza di anomalie tali da revocare - in regime di autotutela - la stessa ordinanza, con l'atto numero 294, affisso all'albo pretorio il 13 dicembre scorso. Anche se il preavviso della revoca e la contestuale sospensione dei contributi era arrivata il 22 novembre, a firma del dirigente dell'ufficio tecnico comunale, l'architetto Fabrizio Magnani. Fatto sta che il cittadino proprietario del fienile ha deciso di impugnare l'ordinanza del sindaco, Fabio Bergamini, portando il primo cittadino bondenese, oltreché il responsabile del procedimento, Fabrizio Magnani, ed il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in qualità di commissario straordinario per l'emergenza terremoto, davanti al Tar.
Il valore della causa, per intendersi, è di 156mila e 978 euro. Ovvero, la parte non corrisposta del contributo inizialmente previsto al cittadino che intenterà ora la causa. Il quale, si apprende da documenti del Comune, «sostiene che la quota del contributo non riconosciutagli non sia giustificata».
Insomma, sembrava una partita chiusa, invece continuerà a suon di carte bollate, udienze e del pronunciamento del Tar. Tutto questo, mentre prosegue anche la battaglia del comitato spontaneo di cittadini, che chiede sia fatta luce sulla parte della ricostruzione che interessa da vicino proprio i fienili. Intanto, nello specifico, il Comune annuncia di avvalersi di una consulenza esterna, per resistere davanti al Tar, data la delicatezza della materia, mentre si è richiesta all'Avvocatura distrettuale dello Stato la possibilità di avvalersi del suo patrocinio.
Una storia che parte, evidentemente, da lontano. Dai controlli effettuati dai tecnici comunali e dagli ispettori commissariali, che avevano inizialmente giudicato "inagibile" la struttura nelle campagne di Scortichino, ammissibile quindi ai finanziamenti. Salvo, poi, avere verificato la presenza di anomalie tali da revocare - in regime di autotutela - la stessa ordinanza, con l'atto numero 294, affisso all'albo pretorio il 13 dicembre scorso. Anche se il preavviso della revoca e la contestuale sospensione dei contributi era arrivata il 22 novembre, a firma del dirigente dell'ufficio tecnico comunale, l'architetto Fabrizio Magnani. Fatto sta che il cittadino proprietario del fienile ha deciso di impugnare l'ordinanza del sindaco, Fabio Bergamini, portando il primo cittadino bondenese, oltreché il responsabile del procedimento, Fabrizio Magnani, ed il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in qualità di commissario straordinario per l'emergenza terremoto, davanti al Tar.
Il valore della causa, per intendersi, è di 156mila e 978 euro. Ovvero, la parte non corrisposta del contributo inizialmente previsto al cittadino che intenterà ora la causa. Il quale, si apprende da documenti del Comune, «sostiene che la quota del contributo non riconosciutagli non sia giustificata».
Insomma, sembrava una partita chiusa, invece continuerà a suon di carte bollate, udienze e del pronunciamento del Tar. Tutto questo, mentre prosegue anche la battaglia del comitato spontaneo di cittadini, che chiede sia fatta luce sulla parte della ricostruzione che interessa da vicino proprio i fienili. Intanto, nello specifico, il Comune annuncia di avvalersi di una consulenza esterna, per resistere davanti al Tar, data la delicatezza della materia, mentre si è richiesta all'Avvocatura distrettuale dello Stato la possibilità di avvalersi del suo patrocinio.
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