La Nuova Ferrara

Ferrara

Un nuovo caso immigrati

"Troppe proteste, niente casa ai profughi"

Il presidio a San Bartolomeo in Bosco contro i migranti
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Il presidio a San Bartolomeo in Bosco contro i migranti

Presidio della Lega e dei residenti a San Bartolomeo in Bosco davanti a una casa colonica già individuata in passato come possibile residenza per migranti. Il proprietario dell'abitazione annuncia che l'immobile non avrà più quella destinazione

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SAN BARTOLOMEO IN BOSCO. Questa mattina (4 marzo 2017) verso le 10.30 una decina di residenti nella frazione di San Bartolomeo in Bosco guidati dal responsabile per l'immigrazione della Lega Nord di Ferrara, Nicola Naomo Lodi, ha organizzato un presidio di fronte alla casa colonica di via Spinazzino individuata come possibile destinazione del trasloco di 14 cittadini stranieri attualmente ospitati nel capoluogo, in un grande condominio di pregio del centro storico, in viale Cavour.

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Una sistemazione quest'ultima che ha suscitato lamentele e innescato segnalazioni alle forze dell'ordine per disturbo e molestie negli ultimi due anni, come confermato dal proprietario dell'appartamento, Luigi Fantini, che possiede anche l'immobile di San Bartolomeo.

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Anche la casa di via Spinazzino, fra l'altro, è già stata al centro di proteste e di un altro presidio amti-immigrati attuato per lo stesso motivo alcuni mesi fa.

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"Non siamo razzisti - le dichiarazioni di alcuni dei residenti - le persone che dovrebbero venire qui hanno già causato problemi a Ferrara, non li vogliamo". Ma questa volta le "barricate" che a Gorino avevano bloccato la strada sono rimaste sul ciglio della via e non hanno impedito il passaggio a nessuno, nemmeno al proprietario dell'abitazione che ha potuto accedere con l'auto nel cortile che si trova sul retro dell'immobile.

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La manifestazione non autorizzata (erano presenti anche il consigliere comunale del Carroccio, Giovanni Cavicchi, e l'ex consigliere comunale di An oggi vicino alla Lega, Stefano Mezzetti) è proseguita per tutta la giornata ed è stata innescata dall'arrivo di un furgone davanti all'abitazione: ad alcuni residenti la presenza di operatori di una comunità attiva nel campo della solidarietà ha fatto pensare che il trasloco fosse imminente.

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Davanti all'area verde dell'edificio sono stati scaricati sedie e panchine poi alcuni bancali, una mini-barriera che avrebbe dovuto bloccare eventuali tentativi di mettere in opera lo spostamento, che già in mattinata però l'Asp aveva escluso proprio per la struttura di San Bartolomeo. Numerosi sono stati i momenti di tensione consumati sotto gli occhi dei carabinieri e del personale della questura, ma non si sono registrati incidenti.

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Sul posto nel pomeriggio è giunto anche il proprietario dei due alloggi (quello di Ferrara e quello di San Bartolomeo) che dopo aver chiesto agli organizzatori del presidio di allontanarsi ha dichiarato ai giornalisti che "la mia intenzione era di spostare gli ospiti dell'appartamento di viale Cavour qui. Pensavo che in una sistemazione più decentrata sarebbe stata più semplice la convivenza con i residenti. Le persone che hanno effettuato il sopralluogo questa mattina stavano verificando, a questo proposito, lo stato degli impianti dell'abitazione. Di fronte alle proteste che ha suscitato questa ipotesi, però, ho deciso di bloccare tutto. Questa casa non sarà destinata per l'accoglienza dei profughi, forse la affitterò ad altre persone". 

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