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Case rifugio e sportelli per contrastare la violenza alle donne 

Case rifugio e sportelli per contrastare la violenza alle donne 

Nuovo servizio a Codigoro, dopo Cento e Comacchio Il progetto della Polizia di Stato arriva in città per l’8 marzo

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Tutti insieme contro la violenza di genere, che si coniuga sempre più spesso al femminile, che vede vittime mogli, compagne, fidanzate spesso nel ruolo di ex degli uomini “maltrattanti” o “violentatori”. E sempre più spesso debbono fuggire dal proprio partner: marito, fidanzato, compagno e tanto altro, da uomini violenti che maltrattano loro e figli in famiglia. Ecco allora nei casi più difficili, le due case rifugio - ovviamente segrete - e soprattutto gli sportelli informativi di Cento e Comacchio e la prossima settimana quello di Codigoro che riaprirà per i contatti di altre donne della provincia.
Polizia di Stato e Centro Donna e giustizia in primo piano nel progetto “Questo non è amore” che farà tappa con un camper predisposto e offerto dalla Croce Rossa, mercoledì prossimo 8 marzo in Piazza Trento e Trieste, in occasione della “festa della donna”. Un progetto, hanno spiegato ieri in questura che vede impegnati privati specializzati, psicologi esperti che con gli investigatori della Squadra mobile e ufficio minori costituiranno un team di esperti per dare assistenza alle donne in difficoltà. «Una sinergia tra pubblico e privato che può essere un’arma vincente» ha spiegato ieri il capo di gabinetto Pietro Scroccarello per voce del questore Antonio Sbordone, poiché il team messo in rete non «è uno spot pubblicitario ma un metodo di lavoro, valido perché “sicurezza partecipata” vuol dire mettere in rete risorse, fare squadra, creare conoscenze coi contributi di tutti». Gli ha fatto eco Monica Borghi, responsabile per il Centro donna e giustizia del progetto “Uscire dalla violenza”: « Perché la violenza è in continua evoluzione, è subdola va approfondita in tutti i suoi aspetti. Ben venga la collaborazione, che non si ferma lì: bene il progetto camper dove le donne troveranno informazioni più accessibili». Ma il progetto «Uscire dalla violenza » va ben oltre. Sull’aspetto operativo, la Borghi, presente con l’operatrice Elisabetta Pavani, ha ricordato che nel 2016 erano 256 le donne accolte e che hanno contattato il Centro donne e giustizia «tutte donne che hanno bisogno di fuga».

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