Comacchio, l’Inps sbaglia i conti: pensionato nei guai
L'uomo ha ricevuto soldi in più: voglio restituirli, ma così non vivo
COMACCHIO. Prima l’invalidità civile poi l’arrivo all’agognata pensione dopo una vita di lavoro, passando per la gestione di alcuni market in giro per la provincia. È il caso di Roberto Reali, quasi 64enne residente con la moglie e la figlia in via Gorizia a Comacchio, il quale deve restituire quasi 7.000 euro all’Inps.
Reali non è una vittima del sistema anzi, è il primo a sapere di aver ricevuto dei soldi che non gli spettavano, ma il piano di rientro di questa somma gli sta creando non pochi problemi, come racconta alla Nuova: «Prima ricevevo una pensione da invalido civile che era stata regolarmente riconosciuta - spiega l’ex commerciante -, ma quando è arrivata la pensione normale l’invalidità sarebbe dovuta cessare, invece l’Inps ha continuato a corrispondermela. Lo so che quei soldi non mi spettavano, ma siamo onesti, chi avrebbe segnalato la situazione al mio posto? L’errore, in fondo, non è mio e non posso sapere se i calcoli effettuati sono giusti oppure sbagliati».
Accade così che Reali dall’1 gennaio del 2015 al 30 novembre del 2016 ha ricevuto quasi 7.000, per la precisione 6.955,20 euro, che ora dovrà restituire all’Inps. E qui scoppia il problema, quello vero, quello di vita quotidiana: «Mia figlia abita con noi - racconta Reali -, lavora ma giustamente ha la propria vita e le proprie esigenze. Io adesso ho una pensione di 940 euro e mia moglie non lavora, ci troviamo a pagare un affitto di 450 euro al mese, praticamente mezza pensione finisce lì, però l’Inps proprio dal mese di marzo ha iniziato a scalarmi dalla pensione la cifra che devo restituire, per la precisione il 20%, dunque 233 euro, così ci ritroviamo a dover vivere un intero mese con neppure 300 euro».
Reali ha ricevuto la comunicazione dall’Inps relativa all’errore ed alla cifra da restituire lo scorso 21 dicembre. Immediatamente si è attivato per cercare di concordare un piano di rientro che gli consentisse di vivere, se non addirittura sopravvivere: «Io mi sono rivolto all’Inps senza ricevere risposta - spiega -, poi mi sono anche mosso attraverso il patronato, chiedendo di poter restituire una cifra inferiore, tipo 80-100 euro al mese, ma la domanda è stata bocciata».
« In fondo - conclude - ho 63 anni, penso di avere tutto il tempo per restituire questa somma all’Inps e, lo ripeto, l’errore non l’ho commesso io, quindi un po’ di comprensione me la sarei aspettata».
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