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Il rilancio della chimica nell’accordo con Versalis 

L’investimento di 50 milioni per il cracking di Marghera ha ricadute su Ferrara  Chiarioni (Cgil): finalmente una buona notizia per il nostro petrolchimico 

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Investimento per oltre cinquanta milioni euro di Eni Versalis per il cracking di Porto Marghera è alla base di un accordo che è stato accolto dai sindacati dei chimici con grande soddisfazione. Una scelta le cui ricadute benifiche, come spiega il segretario della Filctem-Cgil di Ferrara, Fausto Chiarioni, si avranno anche per lo stabilimento di Ferrara e tutto il petrolchimico.
«I vertici Eni Versalis - dicono i sindacati dei chimici - sbarcati a Venezia martedì, hanno incontrato sindacati e rappresentanti dei lavoratori nell’impianto veneziano, mettendo nero su bianco, come la Filctem Cgil da tempo chiedeva, l’impegno di spesa per la manutenzione e la sistemazione dello stabilimento chimico del territorio».
Le attività verranno effettuate - si legge nel verbale di accordo siglato dalle parti - dal 3 settembre al 19 ottobre 2017, per un totale di 47 giorni sul reparto ‘Cracking’ e 51 giorni sul reparto ‘Aromatici’, che sono parte della filiera di realizzazione dei polimeri. «L’impegno economico dell’investimento è stato stimato in circa 20 milioni di euro per il Cracking e 2,6 milioni di euro per l’area Aromatici. Sono stati stimati altresì ulteriori 2,1 milioni di euro per il Cracking e 1 milione di euro per gli Aromatici, per attività di fermata in conto esercizio». Non è tutto. Eni Versalis parla di ‘upgrading’, andando oltre la semplice “riparazione” e ordinaria revisione delle macchine, e lasciando intendere un interesse ad ampliare e migliorare, nei tempi a venire, i reparti esistenti, con un ulteriore esplicito investimento finanziario che Eni quantifica in circa ulteriori 2,2 milioni di euro. «Un risultato che va oltre le aspettative - commenta Riccardo Colletti, Filctem Cgil Venezia - specie per l’innovazione tecnologica sui sistemi di controllo degli impianti, che la società intende realizzare, e che rappresenta una prospettiva finalmente seria e concreta di interesse per la sicurezza. Tenuto conto degli investimenti successivi previsti, sulle caldaie, l'ammontare supererà i 50 milioni di euro”. Non certa e lineare, negli ultimi tre anni, è stata la storia del Cracking di Porto Marghera, si è temuta anche una riconversione che avrebbe provocato seri contraccolpi all’impianto di Ferrara. Ora l’accordo getta nuova luce al futuro del petrolchimico.

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