Stretta della commissione: a dicembre 135 dinieghi e solo 28 domande accolte
La coop Vivere Qui, tornata al centro delle “attenzioni” della Lega Nord per la vicenda di viale Cavour-San Bartolomeo, è una delle tredici componenti dell’associazione temporanea d’imprese...
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La coop Vivere Qui, tornata al centro delle “attenzioni” della Lega Nord per la vicenda di viale Cavour-San Bartolomeo, è una delle tredici componenti dell’associazione temporanea d’imprese aggiudicataria del contratto di servizio Asp sui Centri di accoglienza temporanea. La capofila è Camelot, ci sono anche Viale K, Filippo Franceschi, Nadiya, Accoglienza, Opera don Calabria, coop Ballarò, La Spagnolina, Amici della Caritas, Anah, Matteo XXV e Centro donna giustizia. Nel corso del 2016, si legge nella relazione annuale dell’Asp, sono state rese attive 68 strutture tra appartamenti, strutture comunitaria e ricettive, delle quali 36 al di fuori del capoluogo, suddivise in 14 Comuni. Oltre a vitto e alloggio (più corsi d’italiano e supporto legale), coop e associazioni offrono anche, nell’ambito dei finanziamenti pro/capite pagati a parte, servizi aggiuntivi come biglietti bus, progetti formativi, servizi sanitari e supporto psicologico. L’Asp eroga invece i pocket money per le micro-spese, che nel 2016 ha comportato un impegno di 609.657 euro.
I richiedenti asilo restano mediamente di più sul territorio ferrarese perché, a partire da metà 2016, si è registrata una vera e propria inversione di tendenza negli orientamenti delle Commissioni di valutazione: se a gennaio a fronte di 45 risposte positive, i dinieghi del permesso di soggiorno per motivi umanitari erano stati solo 8, già a maggio il rapporto era passato a 59-44, e a dicembre si era arrivati a 28 sì e 135 no. Tra le sole domande presentate nel 2016 i permessi di soggiorno per motivi umanitari sono stati 189, più 76 sussidiari, e 15 gli asili politici, a fronte di 181 dinieghi. Tra i 410 usciti dal progetto di accoglienza nel 2016, quindi, vanno registrati numerosi abbandoni volontari, che sono risultati 125, con 68 passaggi al progetto Sprar (integrazione più avanzata) e 7 revoche prefettizie a causa di comportamenti non consoni, mentre 210 hanno ottenuto il sospirato pass. La metà degli ospiti è di nazionalità nigeriana.
I richiedenti asilo restano mediamente di più sul territorio ferrarese perché, a partire da metà 2016, si è registrata una vera e propria inversione di tendenza negli orientamenti delle Commissioni di valutazione: se a gennaio a fronte di 45 risposte positive, i dinieghi del permesso di soggiorno per motivi umanitari erano stati solo 8, già a maggio il rapporto era passato a 59-44, e a dicembre si era arrivati a 28 sì e 135 no. Tra le sole domande presentate nel 2016 i permessi di soggiorno per motivi umanitari sono stati 189, più 76 sussidiari, e 15 gli asili politici, a fronte di 181 dinieghi. Tra i 410 usciti dal progetto di accoglienza nel 2016, quindi, vanno registrati numerosi abbandoni volontari, che sono risultati 125, con 68 passaggi al progetto Sprar (integrazione più avanzata) e 7 revoche prefettizie a causa di comportamenti non consoni, mentre 210 hanno ottenuto il sospirato pass. La metà degli ospiti è di nazionalità nigeriana.
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