«Troppe le proteste, niente casa ai profughi»
San Bartolomeo, presidio con barriere di un drappello di Lega e residenti Il proprietario della casa colonica: forse affitto l’immobile a qualcun altro
FERRARA. «Noi restiamo fino a quando il presidente della cooperativa “Vivere qui” verrà a confermarci che gli immigrati ospitati in viale Cavour, a Ferrara, non saranno spostati a San Bartolomeo». Nicola Naomo Lodi, responsabile per l’immigrazione della Lega Nord, guida da ieri una nuova protesta anti-profughi. Questa volta nella frazione a sud della città, già teatro di un episodio analogo avvenuto nel maggio dell’anno scorso e di un corteo di protesta organizzato dal Carroccio nelle ultime settimane. Un presidio attuato da una dozzina di persone, al quale hanno preso parte anche il consigliere comunale leghista Giovanni Cavicchi e l’ex consigliere di An, oggi vicino alle posizioni della Lega, Stefano Mezzetti.
La manifestazione non autorizzata (una circostanza che potrebbe comportare la denuncia degli organizzatori), ha preso le mosse verso le 10.30-11 con la posa di una mini-barriera formata da sedie e panchine davanti all’abitazione di via Spinazzino n. 40, poi rinforzata da alcuni bancali di legno. Gli sviluppi, nel pomeriggio, hanno prodotto una svolta annunciata ai giornalisti e ai componenti del presidio dallo stesso proprietario dell’immobile, l’ex farmacista Luigi Fantini, che possiede un altro appartamento, a Ferrara, in viale Cavour, già al centro di lamentele e di segnalazioni alle forze dell’ordine, attualmente occupato da 14 profughi e gestito dalla cooperativa “Vivere qui”.
«La mia intenzione - ha dichiarato Fantini - era di spostare gli ospiti dall'alloggio di viale Cavour a San Bartolomeo. Pensavo che in una sistemazione più decentrata sarebbe stata più semplice la convivenza con i residenti». Un’aspettativa che si è imbattuta nella mobilitazione di un combattivo drappello di abitanti del paese e della Lega. «Di fronte alle proteste che ha suscitato questa ipotesi - ha aggiunto Fantini - ho deciso di bloccare tutto. Questa casa non sarà destinata per l'accoglienza dei profughi, forse la affitterò ad altre persone».
Fantini ha fatto anche un accenno ad altre questioni emerse durante la giornata, una riguardante il sopralluogo di un furgone dell’associazione di volontariato Emmaus, avvenuto in mattinata, il fatto che ha innescato la protesta. «Quelle persone stavano verificando lo stato degli impianti dell'abitazione. Gli avevo dato io le chiavi», ha risposto a una domanda dei residenti.
In mattinata sul prato antistante l’immobile erano comparsi un paio di tazebao che riportavano le scritte “Gorino 2” e “Non si passa”. Ma questa volta le "barricate" che a Gorino avevano bloccato la strada sono rimaste sul ciglio della via e non hanno impedito il passaggio a nessuno, nemmeno al proprietario dell'abitazione che ha potuto accedere con l'auto nel cortile che si trova sul retro dell'immobile dopo un vivace botta e risposta con Lodi.
Verso le 12.15 un camion ha scaricato i bancali e pochi minuti dopo sono arrivati un brigadiere e un appuntato della stazione di San Bartolomeo, sostituiti nel pomeriggio da un ispettore della Digos. Lodi attacca subito: «Gli stranieri ospitati nel condominio di viale Cavour hanno creato problemi con i residenti, non li vogliamo qui». Mezzetti e Cavicchi gli danno manforte: «San Bartolomeo ha 2700 abitanti. Ha già accolto una dozzina di profughi in un’abitazione qui vicino, siamo già al di sopra degli standard territoriali dell’accoglienza».
Il momento di maggiore tensione si è registrato nel pomeriggio, quando Fantini è stato accolto dalle urla e accuse di alcuni residenti mentre stava uscendo dalla sua proprietà. L’ex farmacista è sceso dall’auto per un teso botta e risposta con i residenti: «In viale Cavour prendo circa 600 euro al mese - ha risposto alle richieste dei presenti - pensavo di spostare gli immigrati qua e di prendere più o meno lo stesso canone».
«Ci dica quanto vuole - ha ribattuto una residente - ho amici che cercano casa».
Un vero e proprio pressing che si è esteso anche all’appartamento di viale Cavour: «Lo venda e dica al prefetto che manda fuori tutte le persone che ora si trovano all’interno».
Fantini ha replicato che per l’appartamento di viale Cavour c’è un contratto di altri due anni che lega la proprietà agli attuali gestori, la cooperativa “Vivere Qui”. «Speravo di risolvere la situazione che si è creata a Ferrara trasferendo gli immigrati, ma a questo punto non si fa più niente», ha ripetuto Fantini per tranquillizzare gli interlocutori, non proprio sereni.
Nel pomeriggio l’annuncio che il presidio proseguirà anche nei prossimi giorni. Poi, in serata, dopo una telefonata della questura, Lodi ha spiegato che il presidio sarebbe stato sospeso. «Ma continueremo a vigilare per evitare che quelle persone siano spostate a San Bartolomeo - ha concluso Lodi - I clandestini, perché per noi sono clandestini, devono essere portati all’aeroporto».
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