«Il Festival resta a Ferrara città aperta e che accoglie»
Bilancio degli organizzatori di Tag che confermano la presenza il prossimo anno Nonostante insulti su Facebook. Maisto: chi ha scritto si assumerà responsabilità
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Si è chiusa la IV edizione di Tag, Festival nazionale di cultura Lgbt con un bilancio positivo per partecipazione e dibattitti, tracciato ieri da Manuela Macario, presidente Circomasssimo Arcigay Arcilesbica e Massimiliano De Giovanni, direttore artistico del Festival. »Un bilancio molto positivo poichè abbiamo avuto grande partecipazione e momenti di riflessione su temi che non possiamo più trascurare. Sabato mattina si è svolto l’incontro in merito al bullismo e al cyberbullismo con gli studenti delle scuole superiori, ed è stato un momento di confronto molto importante, al quale gli studenti del liceo scientifico hanno portato un contributo fondamentale». Al pomeriggio si è parlato invece di transessualità e transgederismo, con persone che non sono famose, ma che hanno vissuto questo sulla loro pelle e il pubblico era numeroso e attento». A proposito di transgender, Manuela Macario fa sapere che all’interno di Circomassimo di Ferrara è nato il gruppo Transfer, di transessuali e transgender, che sabato si è presentato sul palco. «Il loro obiettivo è promuovere una cultura che superi i pregiudizi e gli stereotipi, e fare da punto di riferimento per quelle persone che sentono di avere dubbi sulla loro identità di genere, o che hanno intenzione di iniziare un percorso. Possono trovare nel gruppo riflessioni e consigli utili».
Un altro importante gruppo, che ha dato una grossa mano nel realizzare il Festival, è quello dei Giovani Circomassimo, che si è costituito un anno fa. Circa 25 ragazzi «che hanno fatto un lavoro meraviglioso - continua Macario - la loro presenza è stata fondamentale, sono il motore dell’associazione». Una delle attività realizzate è l’esposizione «E va bene cosi’», allestita nei giorni del Festival tra Piazza Municipale e sotto il Volto: si tratta di una serie di fotografie, di cui in alto è scritto lo stereotipo e in basso la risposta. «A volte gli stereotipi possono corrispondere, a volte no. La loro volontà è quella di superare gli stereotipi, e per farlo ci hanno messo la faccia. Al progetto hanno partecipato anche persone non Lgbt, e c’è stato un interessamento da parte dell’amministrazione locale, per esporla fuori città, anche a Ravenna. Un amministratore ravennate ci ha chiesto di averla per allestirla in un contesto istituzionale. Vorremo che diventasse itinerante». Per quanto riguarda il patrocinio comunale, Macario ringrazia tutta l’amministrazione per il sostegno, in particolare gli assessori Annalisa Felletti, «sempre presente» e Massimo Maisto. «Senza il patrocinio comunale e il contributo del teatro Comunale, avremmo fatto molta più fatica».
Tra i temi che probabilmente verranno trattati il prossimo anno, la disabilità e l’omosessualità. Il direttore artistico De Giovanni ha espresso la soddisfazione di «avere avuto quest’anno la dimostrazione d’affetto di Leo Gullotta, Leopoldo Mastelloni, Michele Bravi, il che significa che il Festival ha varcato i confini». Per il prossimo anno gli organizzatori confermano che il Festival rimarrà a Ferrara, «città inclusiva, dove c’è un ottimo rapporto con le istituzioni», dicono. Ieri sera c’era anche l’imam gay di Marsiglia, Ludovic- Mohamed Zahed, che ha spiegato come il ruolo dell’imam debba essere quello di «esser il più vicino possibile al povero, all’emarginato. Un facilitatore del dialogo, per aver più libertà e democrazia. Mi sento un imam laico, non autoproclamato, sono profondamente vicino al popolo e alla sua causa». In apertura dell’incontro, l’assessore alla cultura Massimo Maisto ha espresso soddisfazione per la riuscita del Festival e solidarietà per alcuni insulti che sono stati scritti su pagine Facebook: «Chi le ha scritte si prenderà le sue responsabilità» ha concluso.
Un altro importante gruppo, che ha dato una grossa mano nel realizzare il Festival, è quello dei Giovani Circomassimo, che si è costituito un anno fa. Circa 25 ragazzi «che hanno fatto un lavoro meraviglioso - continua Macario - la loro presenza è stata fondamentale, sono il motore dell’associazione». Una delle attività realizzate è l’esposizione «E va bene cosi’», allestita nei giorni del Festival tra Piazza Municipale e sotto il Volto: si tratta di una serie di fotografie, di cui in alto è scritto lo stereotipo e in basso la risposta. «A volte gli stereotipi possono corrispondere, a volte no. La loro volontà è quella di superare gli stereotipi, e per farlo ci hanno messo la faccia. Al progetto hanno partecipato anche persone non Lgbt, e c’è stato un interessamento da parte dell’amministrazione locale, per esporla fuori città, anche a Ravenna. Un amministratore ravennate ci ha chiesto di averla per allestirla in un contesto istituzionale. Vorremo che diventasse itinerante». Per quanto riguarda il patrocinio comunale, Macario ringrazia tutta l’amministrazione per il sostegno, in particolare gli assessori Annalisa Felletti, «sempre presente» e Massimo Maisto. «Senza il patrocinio comunale e il contributo del teatro Comunale, avremmo fatto molta più fatica».
Tra i temi che probabilmente verranno trattati il prossimo anno, la disabilità e l’omosessualità. Il direttore artistico De Giovanni ha espresso la soddisfazione di «avere avuto quest’anno la dimostrazione d’affetto di Leo Gullotta, Leopoldo Mastelloni, Michele Bravi, il che significa che il Festival ha varcato i confini». Per il prossimo anno gli organizzatori confermano che il Festival rimarrà a Ferrara, «città inclusiva, dove c’è un ottimo rapporto con le istituzioni», dicono. Ieri sera c’era anche l’imam gay di Marsiglia, Ludovic- Mohamed Zahed, che ha spiegato come il ruolo dell’imam debba essere quello di «esser il più vicino possibile al povero, all’emarginato. Un facilitatore del dialogo, per aver più libertà e democrazia. Mi sento un imam laico, non autoproclamato, sono profondamente vicino al popolo e alla sua causa». In apertura dell’incontro, l’assessore alla cultura Massimo Maisto ha espresso soddisfazione per la riuscita del Festival e solidarietà per alcuni insulti che sono stati scritti su pagine Facebook: «Chi le ha scritte si prenderà le sue responsabilità» ha concluso.
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