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Il tour nelle strutture di fisica e ingegneria 

La camera senza eco che piace anche alla Ferrari

La camera senza eco che piace anche alla Ferrari

Ad accompagnare il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nella visita al polo tecnologico è stata ieri una nutrita delegazione composta dal rettore Giorgio Zauli, dal direttore generale di...

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Ad accompagnare il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nella visita al polo tecnologico è stata ieri una nutrita delegazione composta dal rettore Giorgio Zauli, dal direttore generale di Unife, Giuseppe Galvan, e dai docenti Roberto Tovo, direttore del Dipartimento di Ingegneria, Patrizio Fausti (Fisica tecnica), Eleonora Luppi (Dipartimento di Fisica), Paola Verlicchi (Ingegneria) e dal ricercatore Fabio Pareschi (Ingegneria).
Numerose le tappe della visita: dai pannelli solari ad inseguimento all’ex ciminiera, al nucleo di astrofisica e al laboratorio Larix, dove si trova anche l’acceleratore di particelle. Inevitabile la sosta nel blocco che ospita la camera anecoica (senza eco), la più grande in Italia di proprietà pubblica, prenotata e utilizzata anche da molte aziende del settore automotive (Alfa, Ferrari, Maserati) e frequentata da registi di documentari, gruppi musicali, atleti e chef come Massimo Bottura, protagonista di un video commissionato dal New York Times.
«Ci sono anche persone che, per la capacità che ha questa struttura di smorzare ogni suono chiedono di potersi fermare qui in meditazione», raccontano il prof. Fausti e i colleghi. A pochi metri di distanza si aprono le porte della camera riverberante, con i suoi pannelli riflettenti, le camere di isolamento e la camera anecoica elettromagnetica, dove il prof. Piero Olivo (Dipartimento di Ingegneria) ha spiegato che «qui le aziende verificano se ci sono le condizioni per le certificazioni dei prodotti ma soprattutto vengono per risolvere i problemi. È uno dei motivi per cui questa struttura riesce ad automantenersi».
Il terremoto ha reso necessari lavori di consolidamento di alcune strutture. La ciminiera dell’ex zuccherificio riconverito è stata abbassata: la sovrintendenza aveva chiesto la numerazione dei mattoni asportati uno per uno che poi non è stata eseguita.

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