L’intervista
Lo sport a Codigoro nel segno della Nus
Simone Ballarini parla di una bella realtà che coinvolge circa 180 giovani
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Simone Ballerini, responsabile settore giovanile e direttore sportivo della prima squadra, ci parla della N.u.s (Nuova Unione Sportiva) di Codigoro, una società che sta ottenendo buoni risultati e ottimi piazzamenti.
Quando è stata fondata l'associazione?
Nel 1919 come Codigorese, poi è diventata l'attuale N.u.s.
Quanti sono i ragazzi iscritti?
140 solo nella categoria allievi, per un totale di 180 di età compresa tra i 6 e i 29 anni.
Dove disputate le partite?
Con i giovanissimi, in provincia, mentre con gli allievi affrontiamo il campionato regionale con trasferte a Bologna o a Imola.
Cosa serve per essere un buon allenatore?
L'aggiornamento è fondamentale: grazie, infatti, al progetto che prevede la collaborazione con Ivan Zauli, maestro di tecnica ora alla Juventus, riusciamo a raggiungere un alto livello di professionalità e competenza che è il nostro fiore all'occhiello.
Qual è l'obiettivo che si pone la N.u.s, come società sportiva?
Oltre a sperare di vincere le gare a cui partecipiamo, la nostra speranza è, ovviamente, quella che i giocatori migliori possano farsi strada, fino a essere chiamati a militare nelle squadre più prestigiose a livello nazionale.
Avete sostenuto, come N.u.s, iniziative a scopo benefico?
Sì, abbiamo promosso una raccolta fondi a favore del bambino malato di Comacchio. Colgo, inoltre, l'occasione per ringraziare i genitori dei ragazzi che hanno acquistato il defibrillatore, ora a diposizione della società per ogni emergenza e che non fanno mai mancare il loro sostegno economico e morale.
Marina Cazzanti
Quando è stata fondata l'associazione?
Nel 1919 come Codigorese, poi è diventata l'attuale N.u.s.
Quanti sono i ragazzi iscritti?
140 solo nella categoria allievi, per un totale di 180 di età compresa tra i 6 e i 29 anni.
Dove disputate le partite?
Con i giovanissimi, in provincia, mentre con gli allievi affrontiamo il campionato regionale con trasferte a Bologna o a Imola.
Cosa serve per essere un buon allenatore?
L'aggiornamento è fondamentale: grazie, infatti, al progetto che prevede la collaborazione con Ivan Zauli, maestro di tecnica ora alla Juventus, riusciamo a raggiungere un alto livello di professionalità e competenza che è il nostro fiore all'occhiello.
Qual è l'obiettivo che si pone la N.u.s, come società sportiva?
Oltre a sperare di vincere le gare a cui partecipiamo, la nostra speranza è, ovviamente, quella che i giocatori migliori possano farsi strada, fino a essere chiamati a militare nelle squadre più prestigiose a livello nazionale.
Avete sostenuto, come N.u.s, iniziative a scopo benefico?
Sì, abbiamo promosso una raccolta fondi a favore del bambino malato di Comacchio. Colgo, inoltre, l'occasione per ringraziare i genitori dei ragazzi che hanno acquistato il defibrillatore, ora a diposizione della società per ogni emergenza e che non fanno mai mancare il loro sostegno economico e morale.
Marina Cazzanti
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