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«Unife, piccolo ateneo ma vero gioiello» 

«Unife, piccolo ateneo ma vero gioiello» 

Ieri la visita del presidente regionale Bonaccini ai centri di ricerca. Post-terremoto: «Risorse sì, per i progetti di qualità»

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FERRARA. «Questo è un piccolo ateneo ma è anche un gioiello. Siamo orgogliosi di avere nella rete delle università della regione anche il polo di Ferrara». Ha appena concluso un tour di quasi un’ora all’interno del polo scientificoo-tecnologico di via Saragat il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e tira le fila di una visita dedicata interamente all’ateneo estense. Non si è trattato infatti di una toccata e fuga, visto che il suo giro in città, ieri mattina, è durato circa tre ore ed è stato marcato da tre tappe sostanziose: l’area di ricerca di via Fossato di Mortara, il rettorato di via Ariosto e il polo scientifico-tecnologico di via Saragat.

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Uno dei temi dell’incontro con il rettore Giorgio Zauli, al quale hanno partecipato anche i deputati Paola Boldrini e Alessandro Bratti, riguardava la consistenza dei fondi che possono fare aprire i quattro costosissimi cantieri del post-terremoto in via Savonarola. Servono quasi 50 milioni per mettere in piedi il maxi-investimento edilizio, un progetto decisamente ambizioso che restituirebbe alla città e ad Unife alcuni dei suoi palazzi storici più prestigiosi. Oltre il 40% della somma necessaria (19 milioni di € su 44), spiega il direttore generale di Unife, Giuseppe Galvan, si trova nelle casse della Regione e attende progetti definiti e già “vidimati” dalla Sovrintendenza. «I finanziamenti comunque ci sono», ha assicurato Bonaccini. Durante il colloquio col rettore e con alcuni delegati si è parlato anche dei risultati di qualità toccati dall’ateneo estense, salito dal 14° al 9° posto della classifica stilata dagli esperti dell’Anvur. «Il presidente Bonaccini ha convenuto che siamo una realtà importante con diverse punte di eccellenza», ha commentato il rettore. Tra gli accompagnatori qualificati di Bonaccini c’era anche l’assessore regionale all’università, Patrizio Bianchi, che ha preso a cuore l’idea di un nuovo patto territoriale per Ferrara, un traguardo che coinvolgerebbe tra i vari enti anche l’ateneo. Non è mancato un riferimento alle difficoltà, che non mancano per un polo accademico medio-piccolo. Unife dovrà mettere in campo risorse proprie per costruire il grande modulo di Medicina a Cona. Un investimento da 16 milioni di € che oggi si vorrebbe realizzare a stralci, superando i vincoli imposti da un contratto stilato dalla precedente amministrazione.

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Il resto del tempo è stato dedicato al tour. Verso 10 il presidente della Regione ha stretto la mano ai professori Luciano Fadiga (Fisiologia Umana), referente del centro di ricerca aperto recentemente in via Fossato di Mortara dall’Istituto Italiano di Tecnologia, e Michele Simonato, direttore del Laboratorio centralizzato di ricerca preclinica. Non è mancato un passaggio all’Animal Facility che sta calamitando le proteste degli animalisti e le loro richieste di chiusura. L’ateneo lo considera una delle due infrastrutture più importanti assieme alla camera anecoica. Che è stata la destinazione finale dell’itinerario ferrarese di Bonaccini.
«Questo ateneo ha visto crescere gli iscritti e le sue performance e oggi punta a irrobustirsi ulteriormente - ha concluso il presidente dell’Emilia Romagna - Il nostro obiettivo è di rendere sempre più stretta la collaborazione tra il mondo delle imprese, dell’università e della ricerca e un settore cruciale come la cultura e turismo, un’interazione in grado di garantire benefici a tutto il territorio. Abbiamo 2.5 miliardi di fondi europei da investire entro il 2020, il 50% dei quali già programmato. Chi ha progetti di qualità da proporre avrà buone chance di conquistare risorse per realizzarli». (gi.ca.)

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