Capa Cologna “sposa” Barilla Accordo triennale per i cereali
L’Op Grandi Colture fornirà 36.510 mila tonnellate annue di grano duro di alta qualità La superficie agricola interessata che riguarda le cooperative firmatarie è di circa seimila ettari
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COLOGNA. La cooperativa Capa Cologna è tra le maggiori realtà italiane. La cooperativa nata negli anni Settanta conta 1.150 soci. Recentemente Capa Cologna ha siglato assieme ad altre dieci cooperative associate alla OP Grandi Colture Italiane di Ferrara, un accordo quadro per la fornitura di grano duro di alta qualità dell’Emilia Romagna per la pasta Barilla. L’intesa che ha compiuto il decimo anno con la campagna cerealicola 2015-2016, ha coinvolto oltre al gruppo Barilla anche la società Produttori Sementi, le organizzazioni dei produttori OP Cereali, OP Grandi Colture Italiane e i consorzi agrari Terre Padane, di Parma, dell’Emilia e Adriatico. L’accordo prevede un quantitativo annuo di 120 mila tonnellate, per una superficie agricola interessata di circa 20 mila ettari a circa un terzo della produzione regionale. Barilla potrà contare su varietà di grano selezionate e su un bacino di produzione limitrofo agli stabilimenti; i consumatori su un prodotto finale di elevata qualità e coltivato con tecniche rispettose dell’ambiente; gli agricoltori su un prezzo di vendita concordato e premi per la qualità del prodotto. «Si tratta di un accordo particolarmente importante - ha sottolineato Alberto Stefanati, presidente di Capa Cologna e dell’organizzazione dei produttori grandi colture - in quano attraverso l’Op abbiamo la garanzia del pagamento della merce». Il contratto avrà durata triennale e questo consentirà di aumentare il fatturato sia di Capa Cologna che della Op. «Negli ultimi anni - spiega ancora Stefanati - il fatturato della Op è aumentato da 30 a 91 milioni e questo grazie al lavoro svolto dalla Ciaad, una società controllata della Op il cui amministratore delegato è Guido Zani. «Grande è anche il lavoro di formazione tecnica e informativa svolto da Diego Scutellari» conclude Stefanati. Capa è acronimo di Cooperativa Assistenza Produttori Agricoli ed è nata il 7 dicembre sulla spinta di esigenze, da parte dei produttori agricoli del territorio, di avere in loco una struttura che permettesse la raccolta, l’essicazione, lo stoccaggio e la commercializzazione dei prodotti i soci fondatori crearono questa cooperativa. La cooperativa negli anni ’70 era guidata da Umberto Manfrin, che ne è stato il primo presidente e da Romolo Zaghi, che per 25 anni è stato vice presidente, loro insieme agli 11 soci, hanno fondato, con a disposizione solo un magazzino in affitto e un essiccatoio mobile a noleggio, una delle realtà guida per il settore agricolo del territorio emiliano romagnolo. Nel 1974 venne acquistato un terreno edificabile sul quale fu costruito il primo complesso della sede, composta da silos, impianto di essicazione e uffici, nell’attuale palazzina utilizzata ad oggi. Tra il 1976 e il 1977 l’attività si è diversificata e Capa ha iniziato a svolgere per conto degli associati servizi di acquisti collettivi di antiparassitari, concimi, sementi. Proprio per gestire questo nuovo servizio è stato costruito in quegli anni un ampio capannone per la vendita. Nel 1987 un ulteriore ampliamento, dotandosi di una struttura moderna e tecnologica per l’epoca, costruendo un impianto di essicazione e stoccaggio dotato di tutti i servizi necessari; un complesso con tre grandi silos, per contenere 40.000 quintali, che hanno portato la capacità di stoccaggio a circa 230.000 quintali. Nel 1990 Capa ha investito su un terzo impianto di essicazione, che ha portato ad una capacità giornaliera di essicazione da 14.000 a 18.000 quintali. Nel 1995 Capa arrivava ad uno stoccaggio complessivo di 400.000 quintali di cereali. Oltre all’attività elettiva e di raccolta, essicazione e stoccaggio di cereali e servizi, la Capa Cologna, fin dagli anni Ottanta, ha iniziato una forte attività nel settore dei semi oleosi, in particolare soia e sempre in quegli anni si è impegnata anche nel settore orticolo fino agli anni 2000, dove le vendite all’estero venivano regolate attraverso Conerpo. Nel 1993 si sono ingranditi anche gli uffici della sede con la costruzione di una sala riunioni. l sito di Cologn ha visto l’ultimo significativo intervento di potenziamento e ristrutturazione nel 2015, con la realizzazione di una nuova area stoccaggio.(m.bar.)
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