La Nuova Ferrara

Ferrara

porto garibaldi 

Casa popolare, lo sfratto è definitivo 

Casa popolare, lo sfratto è definitivo 

Vittorio Bonazza ha perso la sua battaglia ma non intende cedere

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO GARIBALDI. È una storia triste, quella che vede coinvolto Vittorio Bonazza, cittadino di Porto Garibaldi. E lo è da ogni punto la si guardi. Vittorio Bonazza verrà definitivamente mandato via da una casa popolare che occupa senza alcun titolo, dove hanno vissuto la mamma e sua sorella Giuliana, l’artista conosciuta da tutti morta qualche anno fa. «Mi sono rivolto ad avvocati di ogni genere ed ho affrontato vari gradi di giudizio - spiega Bonazza - ma non ne sono venuto a capo e nei giorni scorsi ho perso anche in Appello. Adesso non mi resta che la Cassazione ma non so se andrò avanti a questo punto». Le case popolari sono di proprietà del Comune che a sua volta le ha date ad Acer. I familiari di Bonazza hanno abitato avendo sì il titolo, ma nel corso degli anni sono stati fatti una serie di errori e ci sono state diverse omissioni che hanno portato oggi il signr Vittorio a non poter fare molto. «Sono disperato - dice con un filo di voce - perché qui in casa ospito anche una colona felina e non posso pensare di restare senza i miei gatti». Il problema, non di poco conto, è che a Comacchio ci sono un centinaio di famiglie in lista d’attesa e il diritto alla casa deve essere garantito a tutti: tanto Acer quanto il Comune non possono fare eccezioni per ovvi motivi. Non solo, essendo purtroppo finito nel penale per aver occupato per più di tre anni l’abitazione abusivamente, non sarà facile per Vittorio Bonazza vedere l’assegnazione immediata di un altro immobile. In realtà non è stato lasciato solo e qualche soluzione all’orizzonte esiste già. «Chiedo al sindaco di ricevermi così potremo parlare - l’appello di Vittorio Bonazza - perché la mia vita è qui e non so che fine faranno i miei gatti senza di me...»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google