«La politica è lontana dalle imprese»
di Gian Pietro Zerbini
Il direttore Diego Benatti lancia accuse alle istituzioni: basta con le chiacchiere chiediamo fatti concreti
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Lo scorso anno, proprio sulla colonne della Nuova Ferrara aveva lanciato l’appello per la creazione di un tavolo di confronto sui temi dell’economia ferrarese per cercare di superare la crisi quasi decennale e avviare nuove forme di sviluppo. Dopo alcuni mesi, Diego Benatti, direttore provinciale della Cna, esce allo scoperto con pesanti accuse alla politica e alle istituzioni, giudicandole lontane e silenti nei confronti delle necessità reali delle imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni. Rispetto a un anno fa, come fa notare anche Benatti, sono cambiati gli scenari per le imprese ferraresi. In primo luogo c’è il percorso d’avvio della nuova Camera di Commercio con la fusione tra Ferrara e Ravenna e poi c’è l’acquisizione da parte di Bper della Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara. In sostanza, la perdita in poco tempo di quelle che sono state per più di un secolo delle vere istituzioni economiche per il nostro territorio.
«Non andiamo bene - parte lapidario Benatti - e non vedo da parte di politica e istituzioni della risposte adeguate in termini di proposte».
Il direttore della Cna parte subito con le osservazioni al comune di Ferrara in particolare sul bilancio.
«In termini di Dup - tuona Benatti - avevamo evidenziato proposte sul tema rifiuti e sulla pubblicità, chiedendo una tassazione crescente per le nuove imprese, per poi portarle a regime. La risposta è stata: “vediamo”. Abbiamo chiesto di avviare un ragionamento sulle privatizzazioni e su alcuni settori; come risposta abbiamo avuto ancora un bel niente. Vediamo cose buone sul settore cultura e turismo, ma ci fermiamo qui. Si può fare un ragionamento anche sul nuovo codice degli appalti per far lavorare le imprese del territorio, visto che il regolamento normativo lo prevede».
Dopo quel tavolo sugli stati generali si è riusciti a far inserire anche Ferrara fra le aree di crisi industriale non complesse.
«Ma il guaio - osserva il direttore Cna - è che un’impresa deve fare un investimento minimo di 1,5 milioni e non sono contemplate le reti d’impresa, per cui le piccole società sono di fatto tagliate fuori da questa opportunità. Abbiamo una situazione generale definita ad alto rischio. La distanza tra la politica e le istituzioni e il mondi delle imprese sta diventando sempre più grande, si rischia di scavare un solco. Gli artigiani e i nostri imprenditori non sono abituati a protestare, se mi accingo ora a lanciare questo allarme è perché sto sentendo un senso diffuso di distanza. È il momento di accorciare questo divario sempre più marcato, facendo scelte che al momento non sono state fatte».
Anche sul patto per il lavoro arrivano critiche per una sorta di disgregazione .
«Si sta concludendo l’iter - dichiara Benatti - per quello di Ferrara, il comune di Comacchio lo ha già fatto, adesso c’è anche Argenta. Sono dell’opinione che andava fatto probabilmente un unico patto per la provincia con il comune capoluogo a fare da capofila. Anche sulla questione legata al Parco del Delta, intesa come occasione di sviluppo interregionale, abbiamo sentito solo dei silenzi. Non abbiamo ricevuto risposte nemmeno quando la Cna, in base ad un inchiesta fatta proprio dalla Nuova Ferrara su furti continui nelle zone artigianali della città, ha chiesto l’installazione di telecamere. Dovrebbe esserci anche più sinergia tra i comuni di Ferrara e Ravenna, adesso che sono legati dalla nuova Camera di Commercio, si ha l’impressione invece, che la mano destra non sappia quello che fa la sinistra».
Anche la Regione non è immune dalle critiche di Benatti.
«Rischiamo di avere un futuro breve - dichiara - se non si agevola il credito, avevano promesso la ricapitalizzazione dei consorzi Fidi e Unifi ma ancora non si muove nulla. Faremo un appello ai nostri consiglieri regionali. Chiediamo anche l’applicazione della legge Bassanini per derogare alle imprese piccoli finanziamenti. In Toscana già lo fanno. In conclusione non chiediamo più tavoli, il tempo delle chiacchiere è finito, è ora di passare ai fatti. Siamo stanchi di non avere risposte».
A partire dal 1° gennaio 2016 Diego Benatti è il nuovo direttore della Cna provinciale di Ferrara. Dopo aver ricoperto l'incarico di responsabile del Dipartimento Bilancio, Personale e Organizzazione della stessa associazione, Benatti ha preso le redini dell'associazione dopo la direzione ultraventennale di Corradino Merli. Di origine centese, vanta un lungo curriculum nell'ambito del sistema associativo, nel quale è entrato 18 anni fa con l'incarico di direttore di Ecipar Ferrara, la società di formazione e servizi di Cna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Non andiamo bene - parte lapidario Benatti - e non vedo da parte di politica e istituzioni della risposte adeguate in termini di proposte».
Il direttore della Cna parte subito con le osservazioni al comune di Ferrara in particolare sul bilancio.
«In termini di Dup - tuona Benatti - avevamo evidenziato proposte sul tema rifiuti e sulla pubblicità, chiedendo una tassazione crescente per le nuove imprese, per poi portarle a regime. La risposta è stata: “vediamo”. Abbiamo chiesto di avviare un ragionamento sulle privatizzazioni e su alcuni settori; come risposta abbiamo avuto ancora un bel niente. Vediamo cose buone sul settore cultura e turismo, ma ci fermiamo qui. Si può fare un ragionamento anche sul nuovo codice degli appalti per far lavorare le imprese del territorio, visto che il regolamento normativo lo prevede».
Dopo quel tavolo sugli stati generali si è riusciti a far inserire anche Ferrara fra le aree di crisi industriale non complesse.
«Ma il guaio - osserva il direttore Cna - è che un’impresa deve fare un investimento minimo di 1,5 milioni e non sono contemplate le reti d’impresa, per cui le piccole società sono di fatto tagliate fuori da questa opportunità. Abbiamo una situazione generale definita ad alto rischio. La distanza tra la politica e le istituzioni e il mondi delle imprese sta diventando sempre più grande, si rischia di scavare un solco. Gli artigiani e i nostri imprenditori non sono abituati a protestare, se mi accingo ora a lanciare questo allarme è perché sto sentendo un senso diffuso di distanza. È il momento di accorciare questo divario sempre più marcato, facendo scelte che al momento non sono state fatte».
Anche sul patto per il lavoro arrivano critiche per una sorta di disgregazione .
«Si sta concludendo l’iter - dichiara Benatti - per quello di Ferrara, il comune di Comacchio lo ha già fatto, adesso c’è anche Argenta. Sono dell’opinione che andava fatto probabilmente un unico patto per la provincia con il comune capoluogo a fare da capofila. Anche sulla questione legata al Parco del Delta, intesa come occasione di sviluppo interregionale, abbiamo sentito solo dei silenzi. Non abbiamo ricevuto risposte nemmeno quando la Cna, in base ad un inchiesta fatta proprio dalla Nuova Ferrara su furti continui nelle zone artigianali della città, ha chiesto l’installazione di telecamere. Dovrebbe esserci anche più sinergia tra i comuni di Ferrara e Ravenna, adesso che sono legati dalla nuova Camera di Commercio, si ha l’impressione invece, che la mano destra non sappia quello che fa la sinistra».
Anche la Regione non è immune dalle critiche di Benatti.
«Rischiamo di avere un futuro breve - dichiara - se non si agevola il credito, avevano promesso la ricapitalizzazione dei consorzi Fidi e Unifi ma ancora non si muove nulla. Faremo un appello ai nostri consiglieri regionali. Chiediamo anche l’applicazione della legge Bassanini per derogare alle imprese piccoli finanziamenti. In Toscana già lo fanno. In conclusione non chiediamo più tavoli, il tempo delle chiacchiere è finito, è ora di passare ai fatti. Siamo stanchi di non avere risposte».
A partire dal 1° gennaio 2016 Diego Benatti è il nuovo direttore della Cna provinciale di Ferrara. Dopo aver ricoperto l'incarico di responsabile del Dipartimento Bilancio, Personale e Organizzazione della stessa associazione, Benatti ha preso le redini dell'associazione dopo la direzione ultraventennale di Corradino Merli. Di origine centese, vanta un lungo curriculum nell'ambito del sistema associativo, nel quale è entrato 18 anni fa con l'incarico di direttore di Ecipar Ferrara, la società di formazione e servizi di Cna.
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