Lavoratori Vm, via libera ai contratti di solidarietà
I sindacati hanno spiegato il nuovo meccanismo che entrerà in vigore il 20 marzo Coinvolti 835 lavoratori fino al 30 settembre. C’era il segretario nazionale Fim
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CENTO. I lavoratori della Vm hanno dato il via libera ai contratti di solidarietà che inizieranno il 20 marzo e continueranno fino al 30 settembre e coinvolgeranno 835 lavoratori su 1.225 dipendenti (rimangono esclusi ricambistica, ricerca e sviluppo e staff centrali). Alle tre assemblee hanno partecipato complessivamente circa cinquecento lavoratori. Presente anche Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim-Cisl assieme alla segretaria provinciale della stessa sigla sindacale, i segretari provinciali Sandra Rizzo, Paolo Da Lan (Uilm-Uil), Roberto Vezzani per la Fimic e Rabboni per l’Ugl. «Abbiamo spiegato il meccanismo dei contratti di solidarietà partendo dal fatto che la Vm sta vivendo un calo della produzione determinata dagli effetti di quello che viene definito dieselgate».
«Uno strumento nuovo crea sempre titubanze e perplessità - afferma Paolo Da Lan, segretario provinciale Uilm-Uil - abbiamo cercato di chiarire i vari punti dicendo anche che
Fca ha dichiarato di avere fondate aspettative di una ripresa in tempi brevi; se questa sarà confermata dai fatti, renderebbe possibile anche la conferma dei circa 100 lavoratori assunti con contratti a termine. Al momento attuale i contratti di solidarietà riteniamo possano essere lo strumento migliore. Nei prossimi giorni metteremo nelle bacheche una comunicazione che sia la più semplice e possibile per i lavoratori».
«Direi che le assemblee sono andate bene - conferma Roberto Vezzani della Fismic - la Fiom continua a lamentarsi del fatto che non è al tavolo e che si poteva prima fare un’assemblea per spiegare la situazione e poi votare l’accordo. Speriamo che nei prossimi mesi i siano buone prospettive». Dal punto di vista retributivo non ci sono cambiamenti rispetto alla cassa integrazione, con la parte di ore non lavorate che viene coperta al 70-80 per cento dall’Inps». (m.bar.)
«Uno strumento nuovo crea sempre titubanze e perplessità - afferma Paolo Da Lan, segretario provinciale Uilm-Uil - abbiamo cercato di chiarire i vari punti dicendo anche che
Fca ha dichiarato di avere fondate aspettative di una ripresa in tempi brevi; se questa sarà confermata dai fatti, renderebbe possibile anche la conferma dei circa 100 lavoratori assunti con contratti a termine. Al momento attuale i contratti di solidarietà riteniamo possano essere lo strumento migliore. Nei prossimi giorni metteremo nelle bacheche una comunicazione che sia la più semplice e possibile per i lavoratori».
«Direi che le assemblee sono andate bene - conferma Roberto Vezzani della Fismic - la Fiom continua a lamentarsi del fatto che non è al tavolo e che si poteva prima fare un’assemblea per spiegare la situazione e poi votare l’accordo. Speriamo che nei prossimi mesi i siano buone prospettive». Dal punto di vista retributivo non ci sono cambiamenti rispetto alla cassa integrazione, con la parte di ore non lavorate che viene coperta al 70-80 per cento dall’Inps». (m.bar.)
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