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la tragedia

Muore tre giorni dopo l’incidente 

Muore tre giorni dopo l’incidente 

Alberto Cesari, 78 anni, era caduto in bicicletta dopo essere stato urtato da un’auto in via Terranuova

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FERRARA. È diventato purtroppo tragico il bilancio dell’incidente avvenuto in via Terranuova venerdì scorso che ha coinvolto un’auto guidata da una donna ed Alberto Cesari che si trovava in sella alla sua bicicletta. L’uomo, 78 anni, è deceduto lunedì sera in seguito al grave colpo alla testa riportato dopo la caduta. Subito soccorso dai sanitari è stato trasportato all’ospedale di Cona dove hanno tentato un intervento chirurgico, ma purtroppo tutto è stato inutile.

Alberto Cesari era un generale del Genio in pensione; nativo di Argenta da dove si era allontanato per dedicarsi alla carriera militare, era tornato a Ferrara dopo il pensionamento con la moglie Luciana.
Al loro rientro in città il generale aveva ritrovato alcuni vecchi amici d’infanzia con i quali aveva condiviso insieme alla moglie tanti momenti conviviali. «Eravamo insieme solo giovedì scorso – ricorda Gianfranco Lolli argentano anche lui, amico d’infanzia con il quale due volte al mese si ritrovava a pranzo al Sigillo – Il gruppo è sempre di 12- 13 persone ed il generale non mancava mai; era un modo per stare con gli amici e per staccare un po’ dai suoi impegni famigliari. Ci eravamo ritrovati solo da un decina anni, per caso, perché sua figlia Patrizia è amica di Marco Cappellari e di suo padre Oreste che frequentava la nostra compagnia anche lui scomparso recentemente. Avevamo tante cose da raccontarci di tutto il tempo che ci aveva divisi ma ora non potremo più farlo! Mi dispiace moltissimo di quello che gli accaduto. Era un uomo forte e dinamico … non avrei mai pensato che potesse accadergli una cosa simile». Nel gruppo di amici c’è anche Sergio Mazzini che conobbe il generale nel suo Teatro Venere a Ravalle. «Le mie feste gli piacevano molto – ricorda - e fra di noi si era creato un forte rapporto di amicizia; per questo sono rimasto sbigottito alla notizia dell’incidente e particolarmente amareggiato dalla sua morte».
Margherita Goberti
 

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