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Nutrie, costa anche recuperare le carcasse
CODIGORO. Il fenomeno delle nutrie, la loro proliferazione ma anche la loro eliminazione e smaltimento continua a pesare sia in termini economici che di igiene e salute pubblica in particolare sul...
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CODIGORO. Il fenomeno delle nutrie, la loro proliferazione ma anche la loro eliminazione e smaltimento continua a pesare sia in termini economici che di igiene e salute pubblica in particolare sul Comune. Ed anche nel Comune di Codigoro la massiccia presenza sul territorio della nutria ha ormai determinato il concretizzarsi di una vera e propria emergenza ecologica, sanitaria ed ambientale di notevole rilevanza. Come di recente, quando il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ha segnalato un accumulo di una trentina di carcasse di nutria nel sistema di grigliatura dell'impianto idrovoro “Campello”, sito in località Varano. Ed una relazione predisposta dall’ufficio competente del Servizio Tecnico comunale, ha rilevato la necessità di provvedere allo smaltimento del rifiuto organico suddetto, al fine di limitare rischi di ulteriore decomposizione delle carogne ed assicurare conseguentemente la salvaguardia dell'igiene e della salute pubblica. Per questo, in considerazione della natura dell'intervento urgente segnalato, della modesta entità della spesa per la sua realizzazione e stante la necessità di darne esecuzione in tempi brevissimi, è stata individuata l’impresa Vtl di Lugo (Ra), che risulta in possesso dell’adeguata professionalità e delle attrezzature idonee ad eseguire l’intervento di prelievo e smaltimento delle carcasse di nutrie ed ha assicurato la propria disponibilità ad attivarsi immediatamente, a chiamata, per l'importo di 183 euro lordi. È indubitabile che le nutrie, soprattutto in un territorio come quello deltizio, ricco di corsi d’acqua e di fertili terreni agricoli, costituisca l’ambiente ideale per la proliferazione e l’alimentazione. Con la conseguenza di causare gravi danni ad alcune coltivazioni, con conseguenti perdite economiche da parte degli agricoltori, che localmente possono essere anche rilevanti. In particolare, nel nostro territorio, le coltivazioni più colpite sono i cereali, la barbabietola da zucchero, la soia e gli ortaggi. Le colture maggiormente a rischio sono quelle ubicate in prossimità di corsi d’acqua oppure che insistono sul suolo inondato come il riso, coltivato in modo intensivo in queste zone. Non meno importante ed oggetto del grido di allarme lanciato ripetutamente da parte dei Consorzi di Bonifica afferenti il nostro territorio, è il danneggiamento procurato alle arginature di canali d’irrigazione, di scolo delle acque e di bacini artificiali che sono soggette a danneggiamento nelle aree in cui la nutria è presente. (pg.f.)
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