Prostituzione nel mirino: ok alle multe per i clienti
Ferrara, sì in commissione al regolamento comunale che vieta le contrattazioni all’aperto. Dibattito vivace, anche in maggioranza. Ora l’atto passa all’esame del Consiglio
FERRARA. Maggioranza divisa ieri in commissione consiliare in merito al nuovo regolamento della polizia municipale di Ferrara. L’attenzione dei consiglieri si è focalizzata sull’articolo 41, che prevede una sanzione al cliente quando contratta nelle strade o in luoghi aperti per ricevere prestazioni sessuali a pagamento. Sono vietate anche le manovre che intralciano il traffico durante le contrattazioni.
E’ stata l’assessora alla Persona, Chiara Sapigni, a spiegare che l’articolo va contestualizzato nella normativa vigente, in base alla quale l’Italia ha recepito con il decreto legislativo 24/2014 la direttiva europea 36/2011, che punta al contrasto e alla prevenzione della tratta. «Ho già convocato tavoli - ha detto - con la questura e l’azienda Usl, e abbiamo già fatto incontri. È emersa anche la presenza di richiedenti asilo che si prostituiscono. Il tema della tratta e dello sfruttamento sessuale va affrontato oggi da più punti di vista, tra cui la tutela della salute. Da alcuni report è emerso infatti come vadano crescendo le richieste di minore protezione da parte del cliente. Questi fattori e il fatto che ci sia anche la presenza di minori, rendono necessarie alcune azioni».
L’idea di multare il cliente non piace alla minoranza, con Francesco Rendine (Gol) che ha ricordato come la «prostituzione non sia reato, e 4 studi, tra cui il Censis, hanno verificato come solo il 10% delle prostitute possa definirsi schiava. Sono invece favorevole alla riapertura delle case chiuse. Compito dei consiglieri può essere di indire un referendum, che, come gruppo non escludiamo». Anche Fausto Facchini (Pd) nutre perplessità: «Non vedo una Ferrara con la tratta dei minori, vedo tante prostitute ma non sapevo dei minori. La prima parte dell’articolo lo cambierei, perché non capisco come agendo così si diminuisca la tratta. Colpire i clienti non risolve il problema».
I consiglieri di maggioranza Alessandro Talmelli e Ilaria Baraldi sono su posizioni divergenti.
«Il regolamento di polizia urbana - ha sostenuto Talmelli - si preoccupa di dare strumenti alla polizia municipale per contrastare le violazioni di ordine pubblico e disturbo alla viabilità. Il comune da tempo è impegnato con le associazioni per un percorso culturale non repressivo che aiuta il contrasto alla tratta, e di certo c’è il tema della libertà, ma la prima cosa che va difesa non è il divertimento del cliente, ma la dignità della donna».
Baraldi ha invece fatto notare come «si metta in discussione l’autodeterminazione della donna, stigmatizzandone l’atteggiamento. Facciamo attenzione alle parole, perché da qui a dire che con il mio atteggiamento posso provocare atti di violenza, il passo è brevissimo. Chiedo un riflessione sulle parole».
«Confuso, ideologico, inefficace»: così ha sintetizzato il consigliere Vittorio Anselmi (Fi) il suo parere sull’articolo. Dopo il dibattito la delibera sul regolamento è passata per essere votata in consiglio.
Veronica Capucci
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