L’intervista
Zona Stadio, impegno per riqualificare la Gad
Massimo Morini presidente dell’associazione mobilitata per sconfiggere il degrado
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Massimo Morini è il presidente dell'Associazione Comitato Zona Stadio.
Quando e con quale obiettivo nasce l'associazione?
L'associazione si è costituita nel 2015 per volontà di un gruppo di residenti, con lo scopo di riqualificare il quartiere Gad (Giardino-Arianuova-Doro), combattendo, da un lato, il degrado attraverso un continuo monitoraggio della zona, in collaborazione con le forze dell'ordine, e dall'altro, favorendo l'integrazione sociale.
L'area coinvolta si è molto estesa negli ultimi anni…
Sì, dalla stazione e da via Oroboni, ora il quartiere a rischio comprende anche viale Belvedere, via Arianuova e via Garibaldi.
Quali sono i principali interventi messi in atto dall'Associazione?
Attraverso le biciclettate si cerca di monitorare il territorio, ostacolando l'attività degli spacciatori, ma anche attraverso altre iniziative come il Mercato Europeo che, da un paio di anni, si svolge all'Acquedotto proprio per valorizzare il quartiere o il progetto nato in collaborazione con la scuola Poledrelli e la Cisl, che coinvolge i più piccoli nella cura di aiuole in via Bruno. Ricordo, inoltre, che abbiamo un dialogo costante e aperto con le principali associazioni di cittadini stranieri presenti in città, come la comunità pakistana e camerunense.
Quale messaggio si sente di lanciare ai suoi concittadini?
Vorrei coinvolgere sempre più persone nelle nostre iniziative: ognuno deve fare la propria parte per cercare di migliorare la vivibilità e la sicurezza della Gad poiché è un problema che dobbiamo affrontare tutti insieme come società.
Spesso a rischio c'è l'incolumità degli abitanti…
Sì, nonostante i controlli delle forze dell'ordine, si aggirano, giorno e notte, individui che, complici alcool e droga, possono creare situazioni di disagio.
Marina Cazzanti
Quando e con quale obiettivo nasce l'associazione?
L'associazione si è costituita nel 2015 per volontà di un gruppo di residenti, con lo scopo di riqualificare il quartiere Gad (Giardino-Arianuova-Doro), combattendo, da un lato, il degrado attraverso un continuo monitoraggio della zona, in collaborazione con le forze dell'ordine, e dall'altro, favorendo l'integrazione sociale.
L'area coinvolta si è molto estesa negli ultimi anni…
Sì, dalla stazione e da via Oroboni, ora il quartiere a rischio comprende anche viale Belvedere, via Arianuova e via Garibaldi.
Quali sono i principali interventi messi in atto dall'Associazione?
Attraverso le biciclettate si cerca di monitorare il territorio, ostacolando l'attività degli spacciatori, ma anche attraverso altre iniziative come il Mercato Europeo che, da un paio di anni, si svolge all'Acquedotto proprio per valorizzare il quartiere o il progetto nato in collaborazione con la scuola Poledrelli e la Cisl, che coinvolge i più piccoli nella cura di aiuole in via Bruno. Ricordo, inoltre, che abbiamo un dialogo costante e aperto con le principali associazioni di cittadini stranieri presenti in città, come la comunità pakistana e camerunense.
Quale messaggio si sente di lanciare ai suoi concittadini?
Vorrei coinvolgere sempre più persone nelle nostre iniziative: ognuno deve fare la propria parte per cercare di migliorare la vivibilità e la sicurezza della Gad poiché è un problema che dobbiamo affrontare tutti insieme come società.
Spesso a rischio c'è l'incolumità degli abitanti…
Sì, nonostante i controlli delle forze dell'ordine, si aggirano, giorno e notte, individui che, complici alcool e droga, possono creare situazioni di disagio.
Marina Cazzanti
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