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Alda Costa, un esempio per tutte 

Alda Costa, un esempio per tutte 

Il Circolo Negozianti ha ricordato il coraggio dell’insegnante antifascista

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Il Circolo dei negozianti si è adeguato al carattere di protesta che quest’anno il movimento delle donne ha voluto dare all’8 marzo ospitando in collaborazione con l’Associazione Stampa di Ferrara, un incontro di riflessione sulla figura di Alda Costa figura storica dell’impegno femminile nella sfida educativa, politica e di formazione di uomini e donne. A ricordare l’attualità di questa insegnante che fu costantemente legata alla realtà sociale e politica del suo tempo c’erano ieri il vice sindaco Massimo Maisto, i presidenti del Circolo Giovanni Piepoli e Riccardo Forni dell’Associazione Stampa che dopo i saluti, hanno lasciato ai relatori Isabella Fedozzi dirigente istituto Einaudi, Paola Chiorboli docente dell’istituto Alda Costa edallo storico Davide Mantovani presidente Istituto Storia del Risorgimento Italiano il compito di soffermassi su una personalità così complessa e impegnata su diversi fronti, dal femminismo alla formazione degli insegnanti, dal pacifismo alla militanza sindacale, socialista e antifascista, al giornalismo, pagando tutto a caro prezzo . Nella corsia dell’ospedale di Copparo dove morì Alda Costa il 29 aprile del 1944 non c’era nessuno tranne due suore della carità che l’avevano assistita. Neppure un parente poiché la notizia della sua morte venne comunicata ai famigliari dopo la sepoltura. La data dei funerali era stata spostata per ordine del questore al giorno dopo il 1 maggio per ragioni di ordine pubblico. Ultimo oltraggio: nel trasportare la salma dall’ospedale al cimitero c’era una scorta di guardie nere per impedire anche la più modesta partecipazione di popolo.
Le sue ultime parole furono: «Dica ai miei compagni che sono stata sempre fedele al mio ideale» Il 15 novembre 1945 la bara di Alda Costa veniva traslata da Copparo alla Certosa di Ferrara salutata da un grido di Ginetto Calderoni il popolare gelataio che le rinnovava il suo affetto.
Margherita Goberti

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