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Corriere troppo affollate anche a Mesola e Goro 

di Annarita Bova
Corriere troppo affollate anche a Mesola e Goro 

Genitori esasperati contro Tper: i nostri figli costretti a viaggiare in piedi «Paghiamo l’abbonamento e abbiamo diritto a un posto a sedere»

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BOSCO MESOLA. La protesta contro Tper sta diventando un fiume in piena. Genitori arrabbiati e preoccupati continuano a telefonare e lanciare appelli perché qualcuno si faccia carico della questione nel più breve tempo possibile. Quale il problema? Non tutti i comuni hanno le scuole superiori e soprattutto i licei sono solo a Ferrara e Ravenna. I ragazzi sono così costretti a spostarsi, con difficoltà enormi e a dire il vero inaccettabili perché i mezzi di trasporto non ci sono o sono comunque insufficienti.
Dopo il territorio di Ostellato e Fiscaglia, la richiesta di attenzione arriva questa volta da Mesola e Goro con appello diretto ai sindaci Padovani e Viviani. «Non è mio costume fare polemiche e rivolgermi ai giornali - spiega una mamma per telefono - ma quando la misura è colma e il rischio aleggia sui nostri figli, non si può stare zitti». «Mia figlia - aggiunge - frequenta la scuola a Codigoro e noi abitiamo a Bosco Mesola. La corriera della Tper (non c’è altra possibilità di scelta) parte da Goro, passa per Gorino, Pontelangorino, Mesola Ponticelli e Italba. Non esagero se dico che in alcuni giorni ci sono anche novanta ragazzi su quell’autobus e lo so perché come ci è stato suggerito, ci siamo messi a contarli. Naturalmente in tanti stanno in piedi, rischiando di cadere visti anche gli zaini con i libri e tutto quello che devono portare a scuola». E aggiunge, «quando mia figlia al mattino inizia a chiamare le sue amiche di Goro pregandole di tenere il posto mi si stringe il cuore e quando posso mi muovo io. Paghiamo l’abbonamento, e non possiamo sederci. Ma allora, perché ne vendono così tanti? Se sanno che i posti non ci sono, perché rischiare così? Qui la situazione è preoccupante e prima o poi qualcuno ne risponderà in maniera molto seria». Infine, «il diritto allo studio deve essere garantito. I nostri figli sono uguali a quelli che abitano in centro a Ferrara o che hanno la fermata del treno sotto casa. Invece vediamo dei ragazzi troppe volte stanchi e scoraggiati, che fanno fatica ad andare a scuola perché non c’è posto sul bus. Ma stiamo scherzando? E noi dovremmo stare zitti davanti a tutto questo?».

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