Luce pubblica migliore e più sana
Il piano del Comune costerà 26 milioni di euro e ridurrà l’inquinamento luminoso
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L’obiettivo del nuovo Piano regolatore della illuminazione pubblica, stilato dai tecnici dell’ufficio settore opere pubbliche, è ridurre l’inquinamento luminoso, diminuire i consumi energetici, realizzare impianti ad alta efficienza, aumentare la sicurezza stradale, migliorare la fruibilità degli spazi urbani e delle bellezze architettoniche, e conservare l’equilibrio ecologico delle aree protette. È stato spiegato ieri in commissione consiliare da Antonio Parenti, ingegnere dell’ufficio infrastrutture mobilità e traffico. Per ottenere questo miglioramento e incidere sulla sicurezza degli impianti di illuminazione, la spesa prevista è di 26 milioni e mezzo di euro, investimento di cui dovrà farso carico il vincitore della nuova gara d’appalto che sarà bandita entro l’estate. «Una stima realistica, che può essere elemento di base, stima che consente di incrementare il numero di punti luce - ha detto l’assessore Aldo Modonesi - . Caricare parte degli investimenti sul soggetto gestore non significa che il Comune smetterà di investire».
Il contratto che il Comune ha con Hera Luce scade quest’anno, e l’amministrazione si prepara a bandire una gara importante, «di livello europeo. Valuteremo la possibilità di più punti luce, la diminuzione di tempi di manutenzione, e ipotizziamo la possibilità di miglioramenti di natura ecologica. La nostra intenzione - ha detto ancora Modonesi - è caricare gli investimenti al soggetto gestore».
Prima di arrivare al bando è necessario che il consiglio comunale approvi il nuovo Piano regolatore di illuminazione pubblica, strumento obbligatorio dal punto di vista normativo. Un documento corposo, che l’ingegnere Parenti ha illustrato, evidenziando come contenga sei macro-aree, con intenti, obiettivi, zone da tutelare, analisi della situazione attuale. Una vera e propria carta d’identità del punto luce, che viene con questo strumento geo referenziato. Dal Pric (Piano Regolatore Illuminazione Comunale) emerge come dei 26.567 punti luce, 8300/8400 sono a mercurio, che «consuma quasi 120/125 watt, mentre le luci led sui 30 watt e sono più illuminanti», ha ricordato l’ingegnere. Su 40 edifici storici considerati, 25 sono illuminati bene, 10 hanno un impianto da adeguare, mentre negli altri 5 l’impianto è da realizzare. Tra gli edifici all’oscuro, Palazzo Massari, Palazzo Prosperi-Sacrati, Palazzo Paradiso, Porta Romana, Teatro Verdi. Le 8 cabine attuali dovrebbero essere dismesse a breve.
Veronica Capucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il contratto che il Comune ha con Hera Luce scade quest’anno, e l’amministrazione si prepara a bandire una gara importante, «di livello europeo. Valuteremo la possibilità di più punti luce, la diminuzione di tempi di manutenzione, e ipotizziamo la possibilità di miglioramenti di natura ecologica. La nostra intenzione - ha detto ancora Modonesi - è caricare gli investimenti al soggetto gestore».
Prima di arrivare al bando è necessario che il consiglio comunale approvi il nuovo Piano regolatore di illuminazione pubblica, strumento obbligatorio dal punto di vista normativo. Un documento corposo, che l’ingegnere Parenti ha illustrato, evidenziando come contenga sei macro-aree, con intenti, obiettivi, zone da tutelare, analisi della situazione attuale. Una vera e propria carta d’identità del punto luce, che viene con questo strumento geo referenziato. Dal Pric (Piano Regolatore Illuminazione Comunale) emerge come dei 26.567 punti luce, 8300/8400 sono a mercurio, che «consuma quasi 120/125 watt, mentre le luci led sui 30 watt e sono più illuminanti», ha ricordato l’ingegnere. Su 40 edifici storici considerati, 25 sono illuminati bene, 10 hanno un impianto da adeguare, mentre negli altri 5 l’impianto è da realizzare. Tra gli edifici all’oscuro, Palazzo Massari, Palazzo Prosperi-Sacrati, Palazzo Paradiso, Porta Romana, Teatro Verdi. Le 8 cabine attuali dovrebbero essere dismesse a breve.
Veronica Capucci
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