Salvato dal massaggio cardiaco
Autista del 118 rianima il padre: «Tecniche di soccorso importanti per tutti»
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Ha capito subito che suo padre aveva avuto un arresto cardiaco e, senza perdere un secondo, ha messo in pratica le procedure di soccorso e, con un massaggio cardiaco, non solo gli ha salvato la vita ma ha impedito che l’assenza di ossigeno al cervello provocasse danni permanenti. Sono stati attimi concitati, quelli vissuti ieri poco prima delle 14 da Stefano Balboni, ferrarese , in servizio al 118 di Ravenna come autista soccorritore.
«Mi trovavo a casa dei miei genitori, a Ferrara. Mio padre si è alzato per andare in bagno ed è svenuto. Ho capito, dal respiro, che era andato in arresto cardiaco. Così mentre mia madre chiamava il 118, io dopo avergli tolto la protesi dentaria gli ho praticato il massaggio cardiaco: è importante far sì che l’ossigeno circoli nel sangue, per evitare danni cerebrali. Il 118 è arrivato subito, mio padre nel frattempo si era ripreso ed è stato portato a Cona. I tempi di intervento sono stati fondamentali, ben più della distanza dell’ospedale dalla città. E voglio ringraziare il personale sanitario di Cona: sono stati bravissimi».
L’episodio, ci tiene a sottolineare Balboni, dimostra l’importanza dell’apprendimento della Rianimazione Cardio Polmonare, una pratica che lui ha imparato per lavoro, ma che in realtà dovrebbe essere patrimonio di tutti. «È fondamentale apprendere queste nozioni di soccorso a tutti i livelli, anche da parte di chi non lavora nel settore sanitario, perché possono salvare una vita - prosegue Balboni - Il corso dura otto ore, e per frequentarlo ci si può rivolgere a uno dei centri di formazione dedicati del nostro territorio. Ma la cosa più importante è crederci: perché una cosa è esercitarsi su un manichino, un’altra è affrontare una situazione concreta. Si deve essere convinti della possibilità di salvare una vita. Come mi era capitato anche due anni fa, sempre con mio padre».
«Mi trovavo a casa dei miei genitori, a Ferrara. Mio padre si è alzato per andare in bagno ed è svenuto. Ho capito, dal respiro, che era andato in arresto cardiaco. Così mentre mia madre chiamava il 118, io dopo avergli tolto la protesi dentaria gli ho praticato il massaggio cardiaco: è importante far sì che l’ossigeno circoli nel sangue, per evitare danni cerebrali. Il 118 è arrivato subito, mio padre nel frattempo si era ripreso ed è stato portato a Cona. I tempi di intervento sono stati fondamentali, ben più della distanza dell’ospedale dalla città. E voglio ringraziare il personale sanitario di Cona: sono stati bravissimi».
L’episodio, ci tiene a sottolineare Balboni, dimostra l’importanza dell’apprendimento della Rianimazione Cardio Polmonare, una pratica che lui ha imparato per lavoro, ma che in realtà dovrebbe essere patrimonio di tutti. «È fondamentale apprendere queste nozioni di soccorso a tutti i livelli, anche da parte di chi non lavora nel settore sanitario, perché possono salvare una vita - prosegue Balboni - Il corso dura otto ore, e per frequentarlo ci si può rivolgere a uno dei centri di formazione dedicati del nostro territorio. Ma la cosa più importante è crederci: perché una cosa è esercitarsi su un manichino, un’altra è affrontare una situazione concreta. Si deve essere convinti della possibilità di salvare una vita. Come mi era capitato anche due anni fa, sempre con mio padre».
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