il dono di portia prebys
Gli Occhiali d’Oro: lo scritto torna nella città di Bassani
Ieri è arrivato a Ferrara il manoscritto de Gli occhiali d’oro, grazie a Portia Prebys che lo ha recuperato sul mercato e ne ha fatto dono alla città di Giorgio Bassani. «La generosa donazione – ha...
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Ieri è arrivato a Ferrara il manoscritto de Gli occhiali d’oro, grazie a Portia Prebys che lo ha recuperato sul mercato e ne ha fatto dono alla città di Giorgio Bassani. «La generosa donazione – ha sottolineato il sindaco Tagliani – va ad arricchire la nostra dotazione di memorie dello scrittore. Il Centro Studi Bassaniani sarà il luogo dove potremmo incontrare il grande romanziere attraverso opere, effetti personali e articoli raccolti scrupolosamente. Il patrimonio culturale può così essere contestualizzato all’interno delle sue stanze romane, ricreate appositamente per studiosi e appassionati».
La copertina dei tre quaderni svela subito il valore dell’acquisizione: «Il primo titolo del romanzo, datato 1957, era Una brutta fine – ha proseguito la Prebys – Invece in fondo, in stampatello, si staglia la dicitura finale, ‘noto professionista ferrarese annegato nelle acque del Po’. L’importante è che questa scoperta sia a disposizione degli studiosi per i posteri». L’atto notarile con cui il Comune ne entra in possesso, com’è stato per Il giardino dei Finzi-Contini, prevede sia fatta una copia identica all’originale, in modo da riunire nello stesso luogo entrambe le opere e renderle consultabili da chiunque.
«Un luogo che conserva un significato profondo per Bassani – ha aggiunto Giovanni Lenzerini – Il piano terra di Casa Minerbi si divide tra il Centro e l’Istituto di Studi Rinascimentali, del quale è già stata trasferita la biblioteca. Non manca molto all’apertura, giusto qualche ragguaglio tecnico, come l’impiantistica e il completamento dell’ascensore, legati alla messa in sicurezza e alla totale accessibilità dello spazio. In modo che tutti possano goderne». Non si conosce la provenienza del manoscritto, tantomeno le mani da cui è passato. Dopo oramai sessant’anni, almeno a detta della Prebys, la cifra con cui lo ha acquistato è stata irrisoria rispetto a ciò che consentirà. Gianni Venturi, l’italianista che dirige il Centro lo ha spiegato con fervore: «Bassani merita di essere approfondito con scientificità. L’opera dello scrittore sembra semplice e innestata dentro Ferrara, ma è tale solo in apparenza. Da tempo sto studiando la genesi di Dietro la porta, le sue radici culturali, scoprendone il legame con I turbamenti del giovane Törless, l’esordio narrativo di Musil. Questo dimostra la caratura di una penna capace di valicare le mura cittadine e pure i confini nazionali».
Matteo Bianchi
La copertina dei tre quaderni svela subito il valore dell’acquisizione: «Il primo titolo del romanzo, datato 1957, era Una brutta fine – ha proseguito la Prebys – Invece in fondo, in stampatello, si staglia la dicitura finale, ‘noto professionista ferrarese annegato nelle acque del Po’. L’importante è che questa scoperta sia a disposizione degli studiosi per i posteri». L’atto notarile con cui il Comune ne entra in possesso, com’è stato per Il giardino dei Finzi-Contini, prevede sia fatta una copia identica all’originale, in modo da riunire nello stesso luogo entrambe le opere e renderle consultabili da chiunque.
«Un luogo che conserva un significato profondo per Bassani – ha aggiunto Giovanni Lenzerini – Il piano terra di Casa Minerbi si divide tra il Centro e l’Istituto di Studi Rinascimentali, del quale è già stata trasferita la biblioteca. Non manca molto all’apertura, giusto qualche ragguaglio tecnico, come l’impiantistica e il completamento dell’ascensore, legati alla messa in sicurezza e alla totale accessibilità dello spazio. In modo che tutti possano goderne». Non si conosce la provenienza del manoscritto, tantomeno le mani da cui è passato. Dopo oramai sessant’anni, almeno a detta della Prebys, la cifra con cui lo ha acquistato è stata irrisoria rispetto a ciò che consentirà. Gianni Venturi, l’italianista che dirige il Centro lo ha spiegato con fervore: «Bassani merita di essere approfondito con scientificità. L’opera dello scrittore sembra semplice e innestata dentro Ferrara, ma è tale solo in apparenza. Da tempo sto studiando la genesi di Dietro la porta, le sue radici culturali, scoprendone il legame con I turbamenti del giovane Törless, l’esordio narrativo di Musil. Questo dimostra la caratura di una penna capace di valicare le mura cittadine e pure i confini nazionali».
Matteo Bianchi
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