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L’Unione approva il cambio delle quote per le case popolari

L’Unione approva il cambio delle quote per le case popolari

COPPARO. L’Unione Terre e Fiumi ha approvato l’attuazione di una delibera della giunta regionale dello scorso giugno sugli alloggi Erp. In pratica, dallo scorso anno, la scelta della Regione Emilia...

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COPPARO. L’Unione Terre e Fiumi ha approvato l’attuazione di una delibera della giunta regionale dello scorso giugno sugli alloggi Erp. In pratica, dallo scorso anno, la scelta della Regione Emilia Romagna è quella di mettere a disposizione gli alloggi di residenza pubblica per i casi di reale emergenza, cercando di evitare situazioni di impegno prolungate.
Una risposta possibilmente immediata, quindi, ma che deve coprire una difficoltà del momento, non diventare una occupazione stabile e prolungata, magari per gli eredi. Oltre a, questo sono state riconsiderate e cambiate le quote Ise ed Isee, così da consentire l’accesso ed il mantenimento del diritto all’alloggio popolare. Saranno valutati in altro modo i requisiti economici.
Facendo un esempio, si considererà anche il valore dei beni mobili. Sul piano del canone oggettivo, da adesso in poi due appartamenti di uguale metratura, ma di diversa posizione (per esempio nel centro di Copparo o alla periferia di Jolanda di Savoia, come è stato indicato durante la spiegazione da parte del responsabile Cristiano Benetti, intervenuto nell’ultimo consiglio dell’Unione) non avranno più un canone uguale o molto simile, bensì ci saranno evidenti differenze (il canone dell’appartamento in centro cioé sarà più alto). Si abbassano anche i limiti Isee ed Ise sia per entrare, che per mantenere il diritto (anche se ci sono comunque delle agevolazioni).
La Regione Emilia Romagna si riserva la possibilità di valutare periodicamente le situazioni, e di stabilire a quel punto se si può mantenere tale diritto. Infatti, per chi supera le quote minime, si procederà anche con la necessità di sgombrare l’appartamento entro un anno e di pagare un canone molto più alto sino all’uscita forzata.
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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